Sicurezza
Bollette non recapitate Prc: «È stato uno sbaglio il servizio ad esterni»
grosseto
Nei giorni scorsi il sindaco di Monterotondo Marittimo, Giacomo Termine, ha denunciato il mancato recapito delle bollette dell’Acquedotto del Fiora. Arrivano solo i solleciti di pagamento.
Ieri Poste spa ha specificato che la consegna delle bollette è in capo ad altri operatori e che il mancato recapito non è imputabile all’azienda. Un “groviglio” sul quale si interrogano Aldo di Benedetto, segretario del Circolo del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea di Santa Fiora, e la segreteria provinciale. «In quel di Monterotondo Marittimo, zone limitrofe e non solo, si è acceso un nuovo enigma: chi consegna le bollette dell’acqua? – si chiede –. A quanto risulterebbe da una verifica, abbiamo dedotto la seguente combinazione: le classiche fatture, le bollette, recentemente sono state esternalizzate a un operatore terzo; le raccomandate, invece, i solleciti per i pagamenti non riscossi, sono ad appannaggio di Poste Spa; in pratica queste ultime le porta ancora il postino che un tempo potevamo vedere tutti i giorni della settimana, ossia prima dell’orribile implementazione della consegna della corrispondenza a giorni alterni, meglio dire a giorni rarefatti». Da qui la domanda: «Come possono i sindaci districarsi nel variegato “presunto moderno” pianeta della comunicazione cartacea e conciliarlo con la logica di servizio universale garantito costituzionalmente?». Insomma, «sono due operatori a contendersi il primato del disservizio e a rimpallarsi eventuali responsabilità», dice Prc/Se.
La cui analisi fa comunque risalire il problema a Poste. «Poste Spa – si legge nella nota – con l’introduzione dei giorni alterni o rarefatti, e con il consequenziale taglio degli operatori postali, non regge la mole di lavoro da svolgere, nonostante abbia assegnato il doppio del lavoro ai portalettere superstiti, che in pratica oggi coprono due intere zone postali; quindi esternalizza a operatori terzi, i quali non sempre possono essere all’altezza della struttura classica e capillare che storicamente le Poste potevano vantare. Come sempre e non per retorica, un carissimo saluto a Termine». —
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