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la sentenza 

Sversamento nel canale Solmine: Adf assolto

Francesca Gori
Sversamento nel canale Solmine: Adf assolto

L’Acquedotto del Fiora non è stato ritenuto responsabile dell’inquinamento nell’area del “Sud Emissario” a Scarlino

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scarlino

Era metà aprile del 2017 quando i tecnici segnalarono valori dell’acqua ben al di sopra dei limiti di legge, relativi all’anno prima. Stando ai campioni prelevati, la densità batterica era arrivata a toccare quota 172mila ufc (acronimo di unità formanti colonie) ogni 100 millilitri quando il limite era di 50mila, arrivando poi a superare i 700mila quando il limite è sceso a 5mila, ossia durante il periodo estivo. Con l’accusa di aver provocato inquinamento ambientale nella zona del “Sud Emissario”, dove fu vietata la balneazione, l’allora rappresentate legale dell’Acquedotto del Fiora Enzo Di Nunno fu mandato a giudizio. Ieri, di fronte al giudice Adolfo Di Zenzo, il processo che vedeva coinvolta anche la società, si è concluso con l’assoluzione dell’imputato e dell’Acquedotto. Il vice procuratore onorario Leonardo Brogi aveva chiesto una condanna a 10 mesi e 4mila euro per il legale rappresentante della società, difeso dall’avvocato Alberto Vannetti e il pagamento di 200 quote della società, per un totale di 51.600 per l’Acquedotto del Fiora, assistito dagli avvocati Riccardo Lottini e Maria Carla Pagnotta. Il processo era cominciato due anni fa e riguardava un’ipotesi di inquinamento ambientale, legato al presunto scarico di acque con un’eccessiva carica batterica fecale dal depuratore di Follonica nel cosiddetto Canale Solmine, che poi va a sfociare direttamente nel mare del golfo. In sé, lo scarico era perfettamente in regola, visto che l’Acquedotto del Fiora è autorizzato sulla base dell’Autorizzazione Unica Ambientale rilasciata dal Comune di Follonica.

Erano stati i valori però a far scattare l’allarme perché per diversi mesi, tra il novembre del 2015 e l’agosto del 2016, non sarebbero stati rispettati i parametri previsti dalla documentazione. In quel periodo infatti quando il limite doveva essere di 50mila – erano stati registrati quattro presunti sforamenti (compresi tra i 96mila ufc ogni 100 millilitri e i 172mila), mentre dall’aprile 2016 all’agosto dello stesso anno – con il limite sceso a cinquemila – gli sforamenti sarebbero stati cinque, con punte comprese tra i 16mila e i 720mila ufc.

Una ricostruzione che aveva portato il Fiora e il suo legale rappresentate del tempo ad essere accusati di inquinamento di tipo microbiologico delle acque di balneazione nell’area denominata “Sud Emissario” nel Comune di Scarlino, parte offesa nel procedimento. —

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