Il dolore
Per bar, pub, ristoranti «Servono sostegni anche senza coprifuoco»
grosseto
Il decreto del presidente del consiglio dei ministri del 18 ottobre stabilisce restrizioni anche per lo sport: stop agli sport di contatto e alle attività dilettantistiche, sono consentiti soltanto gli eventi e le competizioni che riguardano gli sport individuali e di squadra riconosciuti di interesse regionale nazionale dal Coni e dal Comitato italiano paralimpico.
Ecco perché «Siamo molto dispiaciuti e preoccupati – dice Benedetta Mazzini, presidente della Pro soccer lab – per l’attività di base dei nostri bambini. Continueremo a seguire i protocolli e le normative di sicurezza, compresa la nuova metodologia in campo, ma la situazione è sempre più assurda e paradossale e continua a sfavorire i bambini invece di tutelarli». Con le nuove modifiche del Dpcm gli allenamenti dei piccoli si trasformeranno dal classico allenamento di gruppo a quello individuale per evitare ogni forma di contatto fisico; e niente partitelle.
«Siamo convinti che la tutela della salute dei bambini e delle loro famiglie venga prima di tutto – continua Mazzini – ma chiederci di eliminare ogni forma di contatto e, soprattutto, le partitelle è come cessare di fatto le attività; e questo accade proprio quando i bambini stavano tornando alla normalità, riprendendosi dalla brusca chiusura dello scorso marzo. L’allenamento che i bambini svolgono, infatti – dettaglia – è composto da una fase più tecnica e da una di svago e divertimento, ovvero la partitella finale, ed è proprio questa che verrà a mancare. Il calcio, così come tutti gli altri sport di gruppo, ha una grande valenza sociale e sportiva alla quale dovremmo cercare di non rinunciare, per il loro bene, seppur continuando a seguire i protocolli». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
