Il Tirreno

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Trovato morto a 56 anni Il corpo era nel bagno di casa

El. g.
Trovato morto a 56 anni Il corpo era nel bagno di casa

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GROSSETO

È stato trovato senza vita nel suo appartamento nella zona delle regioni un 56enne grossetano: era malato da tempo e viveva solo in una palazzina condominiale. L’allarme è stato dato da un amico che aveva notato come lui, da un paio di giorni, non desse notizie di sé. Sul posto si sono precipitati i vigili del fuoco, che hanno forzato la porta e fatto accedere dentro l’appartamento il personale sanitario, nel frattempo allertato dalla sala operativa del comando di Grosseto. Purtroppo l’uomo è stato trovato senza vita nel bagno di casa; oltre ai vigili del fuoco e al 118, anche i carabinieri di Grosseto. L’uomo era finito al centro delle cronache, questi anni, per la sua abitudine ossessiva e seriale di accumulare oggetti nel suo appartamento. Una storia finita in tribunale dopo una serie di esposti per la sporcizia, i rifiuti accumulati, il cattivo odore che si sprigiona dal suo appartamento per tutto il condominio cui si erano trovati costretti i vicini. Il 56enne viveva da solo in quell’appartamento al secondo piano di una bella palazzina. A giugno 2018 gli agenti della polizia municipale intervennero dopo l’ennesimo esposto presentato dall’Enpa per liberare quattro gatti e trovarono una situazione oltre ogni limite: topi morti in casa, vermi tra i mobili, un caos seminato ovunque, oggetti accatastati in sala, in camera e nei corridoi. Scatoloni stracolmi dentro l’alloggio, nel giardino e per le scale condominiali. Un accumulo di materiale, portato avanti da anni in maniera sistematica tanto da aver portato alla definizione dell’uomo come di un vero e proprio “accumulatore seriale”. A maggio 2019 c’era stato un episodio che aveva suscitato allarme. L’uomo non dava più segni di vita e i vicini temettero il peggio. Sul posto si precipitarono 118, vigili del fuoco e polizia municipale, che dopo aver ricevuto l’sos degli abitanti forzarono un vetro per verificare se gli fosse successo qualcosa di grave. Si trattò di un falso allarme: l’uomo, all’epoca 54enne, semplicemente non era a casa tant’è che – stupito per tutto il trambusto – una volta rientrato nell’alloggio si premurò di lasciare un messaggio sull’uscio: «Non sono morto! Sono fuori casa». Nessun messaggio, stavolta, per rassicurare gli amici e chi è entrato in casa ha dovuto appurare la tragica scoperta. Parla l’avvocato Alessandro Maria Lecci, addolorato: «Ero amico di quest’uomo e suo difensore: lo conoscevo dai primi anni’90 e ci legava un’amicizia profonda. L’ho sempre seguito e assistito». Per il 56enne era stata avviata l’amministrazione di sostegno ed era in corso la perizia psichiatrica. — El. g.

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di Redazione web