Il Tirreno

Grosseto

il decreto del 18 ottobre 

Coprifuoco sulla movida, sindaci dubbiosi Vivarelli Colonna: «Non farò lo sceriffo»

Giovanna Mezzana Gabriele Baldanzi
Coprifuoco sulla movida, sindaci dubbiosi Vivarelli Colonna: «Non farò lo sceriffo»

A Orbetello ci si chiede a chi spetti vigilare sulle piazze. A Monte Argentario i benefici della chiusura alle 24 non ci sono stati

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Mentre la curva dei contagi da coronavirus in Italia continua la sua ascesa e in Toscana ieri si sono registrati 986 nuovi casi di positività, il sindaco del capoluogo della Maremma Antonfrancesco Vivarelli Colonna non ha dubbi sulla gestione della movida: non ha intenzione – almeno per ora e alla luce del fatto che a Grosseto il quadro epidemico sembrerebbe ancora sotto-controllo – di azionare la leva che il premier Giuseppe Conte ha messo nelle mani dei primi cittadini mediante l’ultimo decreto. Parliamo del Dpcm del 18 ottobre che consente ai sindaci di far scattare una sorta di coprifuoco in vie e piazze dei centri urbani tradizionalmente deputate alla happy hours serali e notturne, qualora lo ritenessero opportuno a tutela della salute pubblica. Dalle 21. Altri sindaci – da Orbetello a Monte Argentario – sono attendisti.



Il decreto del 18 ottobre stabilisce che i sindaci possano disporre la chiusura al pubblico, dopo le 21, di vie o piazze a rischio o dove si crei assembramento. I primi cittadini, dunque, sono chiamati a compiere una scelta: e qualcuno l’ha già fatta. «Non ho intenzione di prevedere ulteriori restrizioni rispetto a quelle che già ci sono – dice Vivarelli Colonna – Al primo posto c’è la salute ma al secondo posto c’è il reddito: la situazione contagi a Grosseto del resto, per ora, è sotto-controllo. Mi appello, però, ai giovani e agli esercenti perché evitino gli assembramenti e rispettino le regole». Vivarelli Colonna conta – dice – su quel bagaglio di consapevolezze che il tempo ha consentito di maturare e che a marzo i cittadini non potevano avere. Ma avverte. «È una situazione in divenire – aggiunge – quindi o le persone mostreranno di essere responsabili o sarò costretto, mio malgrado, a compiere una scelta politica che va nella direzione di prevedere restrizioni, cosa che al momento non è nelle mie intenzioni, non voglio fare lo sceriffo». Messaggio inequivocabile inviato, dunque.



«Si apre una nuova fase molto complessa – nota il sindaco di Orbetello Andrea Casamenti – che non sappiamo quanto durerà, ma che deve essere affrontata con la stessa serietà che abbiamo messo in campo da marzo. Il nuovo Dpcm, però, non è chiaro su molti punti, e ci mette sulle spalle altre responsabilità. Domenica i sindaci erano individuati dal premier Conte come i soggetti che devono disciplinare la movida anche disponendo chiusure di piazze e aree pubbliche. Ora sto leggendo il testo pubblicato e il riferimento ai sindaci è sparito: e non è stato indicato chi dovrebbe vigilare e chiudere i luoghi eccessivamente affollati. Valuteremo ogni aspetto – conclude – prima di prendere delle decisioni, ma la questione sanitaria resta quella centrale».



Dopo un’estate con un numero di vacanzieri che mai si era visto, la Costa d’Argento adesso tira il fiato, ma gli effetti di alcune nuove restrizioni non si sarebbero ancora raccolti. «Il fatto che siamo a fine ottobre – nota il sindaco Franco Borghini – mitiga, nel nostro territorio, l’impatto dei provvedimenti sulla movida serale suggeriti dal governo ai Comuni. Noi seguiremo alla lettera le indicazioni generali del governo – assicura – anche perché la chiusura dei locali a mezzanotte non mi pare abbia avuto gli effetti sperati. Adesso l’alternativa purtroppo – ammette e conclude Borghini – sembra essere quella di chiudere alle 21». –



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