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il progetto a terrarossa 

Isola ecologica Duecento firme per dire no

I.a.
Isola ecologica Duecento firme per dire no

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porto santo stefano

«La zona di Terrarossa non può tollerare la realizzazione di un’isola ecologica che potrebbe diventare una vera e propria discarica dei rifiuti con movimentazione di grossi camion. Sarebbe un peggioramento».

C’è questa preoccupazione alla base delle 180 firme che il consigliere di minoranza di Argentario, Il Progetto, Luigi Scotto, ha protocollato al Comune di Monte Argentario. Scotto si è fatto portavoce delle preoccupazioni che aleggiano fra gli abitanti e i lavoratori della zona. «La zona di Terrarossa, dove tanti anni fa sorse il depuratore e dove c’era una discarica – dice Scotto – era scarsamente abitata. Nel frattempo sono nate attività ricettive importanti, sono state costruite case, ville, ci sono moltissime persone che percorrono la strada per motivi di lavoro e molti turisti che vanno a soggiornare nelle strutture ricettive. Siamo davanti alla possibilità che dove il Comune vuole realizzare l’isola ecologica possa nascere una vera e propria discarica dove opereranno grossi camion».

Il timore è che, quindi, non sia solo un’isola ecologica. «Vi immaginate lo spettacolo che godrebbero i turisti percorrendo questa strada?». Scotto accende i riflettori proprio sull’arteria: «stretta, percorsa da camion enormi che trasportano liquami e, di notte, scarsamente illuminata. Questo non è tollerabile in un posto che ha bisogno di turismo». Il consigliere di minoranza ricorda che la parola d’ordine del suo gruppo è prosperità, una prosperità che dovrebbe arrivare proprio dal turismo.

In virtù di questi timori, i residenti e i lavoratori della zona hanno raccolto quasi 200 firme per dire no a un peggioramento della zona di Terrarossa. Fra i problemi segnalati dai firmatari anche i cattivi odori che arrivano dalla pompa di sollevamento che si trova proprio a Terrarossa e al bivio per il Convento dei Passionisti. «Argentario, Il Progetto – conclude Scotto – si sta organizzando per protocollare un’interrogazione che sarà portata in consiglio comunale per chiedere all’amministrazione comunale cosa intende fare, come intende agire riguardo questi problemi. Quello che è certo è che la zona di Terrarossa ha una vocazione turistica che non può essere pregiudicata da interventi che potrebbero minare la bellezza del luogo. I 180 firmatari e tutti gli argentarini si aspettano, dal sindaco di Monte Argentario, risposte chiare, efficaci e concrete». — I.a.

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