Il Tirreno

Grosseto

la sentenza 

Una lettera con minacce ai familiari di Di Gioia, 67enne mandato assolto

p.s.
Una lettera con minacce ai familiari di Di Gioia, 67enne mandato assolto

«Non ha commesso il fatto» secondo il giudice, che non ha accolto le richieste di condanna a 2 mesi e di risarcimento della parte civile 

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albinia

Assolto per non aver commesso il fatto Nunzio Sabatini, 67 anni, imputato di minacce per una lettera anonima lasciata nella cassetta delle lettere dell’abitazione di Albinia di Giuseppe Di Gioia, l’uomo poi condannato per la morte della madre, 18 anni. Parole accompagnate da minacce di morte per la moglie e la figlia. Fatti del maggio 2016. Sabatini era tra l’altro conosciuto per la sua presenza assidua al processo in Corte di assise nei confronti di Di Gioia.

Il giudice Adolfo Di Zenzo non ha accolto la richiesta di condanna a 2 mesi formulata dal viceprocuratore onorario Alessandro Bonasera; né la richiesta, avanzata dallo stesso pm, di una perizia su quel foglio sul cui retro erano state riprodotte con un normografo le parole minacciose. Un chiarimento che avrebbe consentito di circoscrivere l’ambito da un punto di vista oggettivo. L’accusa ha tra l’altro ricordato quanto avvenuto nel corso della perquisizione e l’episodio in cui Sabatini era stato ritratto nelle immagini di una fotocamera installata dallo stesso Di Gioia, esasperato dai continui messaggi anonimi (ma l’episodio della telecamera non riguardava il messaggio oggetto del processo di ieri).

Sabatini, assistito dall’avvocato Marco Picchi, si era opposto a un decreto penale di condanna e aveva deciso di affrontare il processo. Ed entrambi accolgono adesso con soddisfazione l’esito di questo procedimento che toglie ogni eventuale ombra su Sabatini, ieri mattina presente all’udienza.

Ieri il difensore ha ricordato che la consulenza grafologica discussa all’altra udienza e depositata aveva evidenziato con grande chiarezza che il lato B del foglio era stato scritto da una mano diversa (Sabatini aveva ammesso invece di essere l’autore del lato A, quello contenente soltanto alcune considerazioni - e anche su questa base era stata articolata la perizia grafologica). E aveva invocato un’assoluzione per non aver commesso il fatto o comunque per insussistenza del fatto, perché la minaccia avrebbe dovuto essere contestualizzata per essere ritenuta credibile. Di Gioia, che aveva parlato alla precedente udienza, spiegando di essere vittima di una sorta di stalking in relazione al processo che lo vedeva imputato. Si era costituito parte civile con le avvocate Sabrina Pollini e Alessia Ceraolo, chiedendo un risarcimento danni per diecimila euro.

Le motivazioni saranno depositate entro due settimane, poi sarà possibile conoscere il ragionamento seguito dal giudice nel pronunciamento di ieri. — p.s.

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di Redazione web