Gioco
Autobus pieni, genitori in ansia Tiemme: limiti sempre rispettati
Studenti fanno un video del viaggio e lo diffondono. Dindalini: «La percezione può trarre in inganno»
grosseto
Piovono segnalazioni di «autobus pericolosamente affollati» su Tiemme: a contattare la società che gestisce i servizi di trasporto pubblico locale sono per lo più padri e madri di giovani e giovanissimi viaggiatori che quotidianamente utilizzano i mezzi per raggiungere la scuola. Sono molto preoccupati perché ritengono che in quelle condizioni – tutti stretti, gli uni accanto agli altri – sia elevato il rischio di contagio da coronavirus se, malauguratamente, sul mezzo salisse uno studente inconsapevolmente positivo al Covid-19. Da dire c’è che il decreto del presidente del consiglio dei ministri del 7 settembre, che regolamenta il trasporto pubblico in vista della ripresa delle lezioni – entrato in vigore il giorno successivo – alza (rispetto ai limiti imposti durante la prima fase della pandemia) all’80% la “tenuta” ammessa: va da sé che un mezzo che può trasportare l’80% della capienza massima di viaggiatori, se è a pieno carico, tanto vuoto non sarà mai. È stata del resto cassata l’ipotesi che circolava in estate di fermarsi al limite del 50%.
Venerdì 16 ottobre, pullman delle 7,20, linea Porto Santo Stefano-Orbetello. Armati di smartphone, gli studenti filmano il loro viaggio e inviano il video ai genitori, in cui sono ripresi i ragazzi vicini gli uni agli altri, seppur con la mascherina. Appena ricevuto il video, i genitori sobbalzano e contattano gli uffici Tiemme. «La società – riferisce un genitore – ci ha confermato che un problema c’è stato e che cercheranno di risolverlo». Da Porto Santo Stefano sono previsti tre autobus la mattina proprio per ridurre la concentrazione di viaggiatori su singolo mezzo: uno alle 7,20, uno alle 7, 30,uno alle 7,40 a cui si aggiunge una corsa bis. Gettonata non è solo la tratta Porto S. Stefano-Orbetello ma anche quella Porto Ercole-Albinia; per quest’ultimo caso, i genitori, oltre a protestare con Tiemme, hanno scritto anche una lettera al neo presidente della Regione Toscana Eugenio Giani perché intervenga per garantire sicurezza.
Ed ecco come Tiemme sta gestendo la situazione. «Stiamo ricevendo molte segnalazioni per lo più da genitori per i figli viaggiatori – nota il presidente della società di trasporto pubblico Massimiliano Dindalini – che sono frutto della sensazione che sugli autobus non siano rispettate le regole della convivenza civile in epoca di emergenza sanitaria da coronavirus, ma il nostro monitoraggio è continuo, soprattutto da quando è cominciato l’anno scolastico». In seno a Tiemme vengono quotidianamente redatti report frutto di quanto rilevano gli addetti al movimento che sono in filo diretto con gli autisti e il personale a terra “spedito” della società alle fermate delle tratte a più alta frequentazione. «Da quando è cominciato l’anno scolastico – informa Dindalini – non risultano casi in cui si sia superato il limite dell’80%».
E veniamo ai numeri. Prima della pandemia, su un autobus urbano potevano viaggiare 90 persone. Il limite dell’80% ne consente il trasporto di 72 (all’incirca, a seconda del “modello” del mezzo), così distribuite: «Venticinque a sedere – dettaglia Dindalini – e 45/50 in piedi. Va da sé che se vedo transitare un autobus con 45 persone in piedi, quel mezzo mi sembra affollato, ma siamo nel pieno rispetto della legge, di quanto previsto dal Dpcm sul trasporto entrato in vigore l’8 settembre». «Nel caso specifico dell’autobus delle 7, 20 sulla tratta Porto Santo Stefano-Orbetello – aggiunge – dove questa mattina (ieri mattina, per chi legge) sono saliti più studenti di quanti mediamente ne salgono per un problema di ripartizione di carico alla partenza, paradossalmente, l’autista avrebbe potuto accogliere altre 20 persone prima di raggiungere il limite imposto». La mattina gli autobus da Porto Santo Stefano sono tre: uno alle 7, 20, uno alle 7, 30 e uno alle 7,40 più una corsa bis; il primo autobus, quello delle 7, 20, trasporta di solito 35 viaggiatori; ieri, per un mancato coordinamento tra autisti, ne ha caricati più del solito – da qui, secondo Tiemme la percezione del sovraffollamento – ma, «in effetti eravamo comunque abbondantemente al di sotto – spiega Dindalini – del limite imposto dalla legge, tanto che c’era ancora margine». Il medesimo ragionamento vale per gli autobus extraurbani, sui quali in regime pre-Covid potevano viaggiare 70 persone: oggi, con la capienza all’80%, si scende a 52/56. «Anche per le tratte extraurbane ci arrivano segnalazioni di viaggiatori seduti tutti gli uni accanto agli altri – sottolinea Dindalini – ma la norma è questa: una cinquantina seduti, con mascherina e con sguardo rivolto al senso di marcia, e due-tre persone in piedi». La soglia dell’80% è stata confermata dal governo anche nell’incontro di giovedì tra ministeri (trasporto e scuola) e aziende. L’ipotesi di lavoro adesso si sposta su un altro fronte: se le scuole adotteranno il regime dei turni per le lezioni, allora sì che i mezzi si svuoterebbero almeno un po’. Vedremo. –
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