Gioco
Un pieno di emozioni e solidarietà per la famiglia di Mauro Beneduce
I titolari del Grigl’io al Pitorsino hanno dedicato il pranzo al loro collega che, morto a 48 anni, ha lasciato moglie e due bambine piccole
l’iniziativa
Una giornata all’insegna del ricordo, delle emozioni e della beneficenza.
È andata in scena domenica, nel locale Grigl’io dei fratelli Luca e Nicola Terni, in località Pitorsino, un pranzo di beneficenza organizzato in memoria di un loro collega, Mauro Beneduce di Castello di Cisterna, morto tragicamente a 48 anni a pochi metri da casa mentre era fuori con la sua bicicletta. L’uomo che era conosciuto dagli amici col nome di O’Chianchier, ha lasciato la moglie e due figlie piccole. Mauro, attivo anche sui social e nell’organizzazione degli eventi, era molto amato dai colleghi che lo hanno voluto ricordare con un pranzo il cui ricavato è stato consegnato alla famiglia.
«È stata una giornata veramente emozionante – dice Luca Terni – che è andata oltre le nostre aspettative. Sono arrivati tanti amici di Mauro che sono stati ben felici di contribuire a questa giornata». E l’affetto che legava tutti a Mauro si è tramutato in generosità. «Abbiamo raccolto quasi 9 mila euro – commenta Terni – che abbiamo consegnato alla famiglia».
Una giornata trascorsa fra bistecche, tombola e aste. «La generosità dei macellai ha fatto acquistare un quadro a circa 1300 euro – aggiungono gli organizzatori – ha fatto vendere biglietti della tombola a prezzi insoliti. Una giornata davvero ricca di emozioni che nessuno di noi scorderà». Di momenti toccanti ce ne sono stati tanti: dalla poesia letta da un macellaio di 90 anni che ha ricordato che «fare il macellaio è un’arte ma non è un lavoro» passando dalle aste a cui tutti i partecipanti hanno aderito con offerte molto generose. Gli organizzatori hanno anche ordinato una torta gigante con la scritta “Siamo macellai non molliamo mai”.
Tante le persone che hanno contribuito all’evento che ha coinvolto oltre ai fratelli Terni anche Pietro Porsia. «Mauro metteva davvero l’anima in quello che faceva – conclude Luca Terni – e si meritava tutto l’affetto che i suoi colleghi hanno dimostrato domenica nei confronti della sua famiglia». —
i.a.
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