Toscana
Salvata dalla bancarotta grazie alle “trasferte” Il miracolo all’Amsa
La rivista Cosmo ha dedicato un approfondimento all’associazione: l’osservatorio è chiuso al pubblico dall’inizio dell’allarme coronavirus
GROSSETO
Il mensile Cosmo, una delle più importanti riviste specializzate in studi astronomici a livello nazionale, dedica nel numero di ottobre ora in edicola un ampio servizio all’osservatorio astronomico comunale di Roselle e all’associazione che da oltre trent’anni lo gestisce, l’Associazione Maremmana Studi Astronomici (Amsa).
L’approfondimento fa il punto sulle attività portate avanti e su alcuni progetti futuri ma arriva in un momento storico delicato per l’associazione che ha subito il contraccolpo prima del lockdown e poi del permanere delle misure di prevenzione del contagio. Lo conferma il presidente dell’Amsa Nazario Montuori. «L’osservatorio astronomico che si trova a Roselle in località Casette di Mota – dice Montuori – è tuttora chiuso al pubblico per effetto della pandemia e non sappiamo quando potremo riaprire in sicurezza. Bisogna considerare che la nostra associazione si sostiene principalmente grazie alle quote sociali, che molti a causa del Covid non hanno rinnovato, e alle offerte e i contributi che a diverso titolo riceviamo ogni volta che ospitiamo dei turisti, una comitiva o le scuole oltre al canale del 5 per mille. Ebbene, con il lockdown sono venute a mancare le donazioni dei visitatori, come quelle di chi partecipa ai tradizionali venerdì dell’osservatorio, mentre purtroppo non ci sono state deroghe o agevolazioni di nessun tipo da parte dello Stato o del governo per quanto riguarda le spese da sostenere, dalle assicurazioni alle spese amministrative».
L’Amsa ha rischiato la bancarotta ed è riuscita ad evitare lo scenario peggiore organizzando degli eventi “in trasferta”.
Con l’osservatorio di Roselle off limits per il pubblico (e aperto solo per il proseguimento delle ricerche e per le fotografie della volta celeste) sono stati organizzati alcuni eventi in altre località dove i grandi spazi facilitavano naturalmente il distanziamento. È il caso delle riserve naturali della Diaccia Botrona e della Val di Farma.
In questo modo oltre a proseguire l’attività sul campo e la divulgazione scientifica l’Amsa, che è riconosciuta come organizzazione di volontariato (Odv) e che è anche la delegazione territoriale dell’Unione Astrofili Italiani (Uai), ha potuto contare su delle risorse per scongiurare la crisi legata al Covid.
A dimostrazione che l’attività dell’associazione non si è mai fermata malgrado la pandemia è arrivata nei giorni scorsi anche una bella notizia da Roma: gli eventi organizzati dall’Amsa per il 2021, l’anno dantesco in cui si celebrano i 700 anni dalla morte del sommo poeta, e che si svolgeranno all’interno del calendario provinciale delle celebrazioni, hanno ottenuto il patrocinio del Ministero per i beni culturali. Inoltre, come conferma Montuori al Tirreno, c’è un progetto di lungo periodo relativo alla nascita di un secondo osservatorio in Maremma. «Tutto dipende dai fondi che riusciremo a intercettare – dice il presidente dell’Amsa – Alla rivista Cosmo ho fatto il nome dell’Astronomical Center di Manciano che si trova all’interno di un agriturismo e con cui sono già in contatto. Questa struttura ha una posizione strategica perché si trova in una delle zone più buie d’Italia dove l’inquinamento luminoso è bassissimo».
Nell’attesa della riapertura al pubblico dell’osservatorio le attività dei vari dipartimenti in cui l’associazione è strutturata vanno avanti ed è possibile contattare i vari esperti e studiosi che collaborano tramite il sito www.amsagrosseto.com o seguendo gli aggiornamenti su Facebook. — Sara Landi
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