Finanza
«Concorso senza sicurezza» Esplode la rabbia dei precari
Gli insegnanti protestano in piazza: in migliaia alle prove scritte, distanziamento non garantito e rischio di contagio alto. «È una beffa per chi aspetta da anni»
grosseto
La rabbia dei precari della scuola è scesa in strada nonostante la pioggia e le rassicurazioni arrivate da Roma.
Tra le decine di insegnanti riunite sotto la Prefettura, la sensazione maggiormente avvertita è quella della beffa. «Questo concorso è una truffa», dice un manifestante. «Una presa in giro», dice un altro. Scenario che ieri si è ripetuto in tutto il Paese, in un’iniziativa condivisa e organizzata da tutti i sindacati degli insegnanti.
Il concorso è quello straordinario indetto dal ministero dell’Istruzione rivolto agli oltre 70mila docenti precari italiani con almeno tre anni di servizio: una possibilità attesa da anni e che alla fine è arrivata nel bel mezzo di una pandemia, con tutti i rischi che questa comporta.
Sono almeno tre i punti nodali della protesta che si è riversata in strada in tutta Italia, Grosseto compresa. Qua, in provincia, sono circa 800 gli insegnanti precari con tre anni (e più) di servizio alle spalle e ognuno di loro condivide lo stesso sapore di amaro. «Dal 22 ottobre al 16 novembre sono previste le prove scritte del concorso – spiega Valerio Entani, rappresentante dei docenti precari della Flc Cgil di Grosseto – C’è però un problema assolutamente non trascurabile: come fare un concorso che coinvolge migliaia di persone durante una situazione di emergenza sanitaria come quella attuale? Non solo vengono esposti a un rischio contagio maggiore tutti i candidati del concorso ma anche tutti i loro studenti, infatti si tratta di personale ad oggi operativo nelle scuole con contratti a tempo determinato». Entani è un precario grossetano alla pari di tutti i suoi colleghi che ieri si sono riuniti in piazza della Vasca.
A completare il suo ragionamento è Silvia Scheggi, un’altra insegnante che da anni cerca la stabilità e che oggi rischia di vederla sfumare. «Il ministero non ha previsto delle prove di recupero per quei candidati che non potranno a partecipare alla prova a causa del Covid – spiega – ed essendo docenti attivi il rischio di entrare in quarantena per casi positivi nelle classi dove insegnano è piuttosto elevato». E concreto, viene da dire. «Se così fosse, vedrei sfumare l’occasione di una vita che ho atteso per tanti anni», aggiunge.
È questo il senso di beffa che provano i precari della scuola, accentuato dalla matematica, perché in ogni caso, a detta dei sindacati, i problemi non verranno risolti. Neanche in Maremma. «Nelle graduatorie della nostra provincia ci sono 1325 posizioni con almeno tre anni di servizio – spiega Entani – Questo vuol dire che sono tra i 700 e gli 800 gli insegnati precari con questa esperienza e che quindi parteciperanno al concorso straordinario». Da questa selezione saranno assunti 32mila docenti di ruolo in tutta Italia. «Al territorio di Grosseto – prosegue Entani – probabilmente spetteranno circa 130 docenti, un numero evidentemente troppo esiguo per le necessità delle nostre scuole». Ma la protesta scesa ieri in piazza porta al centro dell’attenzione anche altre questioni in sospeso, come quella di una legge comunitaria. A sollevare la questione è Elena Monetti, precaria con diversi anni di servizio alle spalle. «La direttiva europea, la 70 del 1999 recepita legge italiana, stabilisce che chi ha più di tre anni di contratti annuali reiterati deve essere assunto – spiega – Questo però non vale per noi. E ora organizzano questo concorso dopo vent’anni, perché per certe materie sono 20 anni che non viene fatto, che è una truffa, in quanto non risolverà il problema dei precari storici». —
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