Il Tirreno

Grosseto

l’emergenza in aula 

Positiva una liceale del Rosmini, quarto caso nelle scuole superiori

Positiva una liceale del Rosmini, quarto caso nelle scuole superiori

Dirigente e provveditore hanno inviato una comunicazione a famiglie e docenti

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GROSSETO. Quarto caso di positività al Covid-19 in tre giorni in una scuola superiore a Grosseto. Dopo lo studente del liceo scientifico Marconi, nel capoluogo, e due ragazze della provincia di Siena che frequentano due diversi istituti superiori del Polo Amiata ovest, ieri, 13 ottobre, è stata la volta di una studentessa del triennio del Liceo Rosmini a Grosseto.

Prima ancora erano stati trovati positivi al coronavirus tre alunni in altrettante scuole elementari maremmane.

A un mese esatto dall’inizio delle lezioni, salgono così a sette gli studenti positivi, a sei le scuole che hanno dovuto fare i conti con il Covid e attuare i protocolli messi a punto nel dettaglio nei mesi precedenti la prima campanella.

La comunicazione della Asl che nella sede di via Porciatti era stato individuato un caso positivo è stata notificata ieri mattina alla dirigente del Rosmini, Gloria Lamioni, che nel pomeriggio ha inviato una nota alla stampa, insieme al direttore dell’Ufficio scolastico provinciale, Michele Mazzola. «Con tempestività sono state poste in essere le misure di sicurezza previste dal protocollo e si sta lavorando di concerto con il dipartimento di Prevenzione della Asl territoriale per contattare le famiglie e i docenti», scrivono, precisando che «l’attuazione delle misure di sicurezza è importante per contrastare la diffusione del virus, ma possono verificarsi comunque casi di positività al Covid: stiamo tutti lavorando per fronteggiare le criticità con senso di responsabilità e collaborazione», concludono Lamioni e Mazzola.

Intanto, l’aula è stata chiusa per essere sottoposta a sanificazione e i trenta ragazzi sono a casa in attesa del tampone, insieme a tre insegnanti tra quelli che sabato – giorno a cui si riferisce l’individuazione del caso – hanno fatto lezione in quella classe. Questa mattina, anche in base alle indicazioni della Asl sui tempi di sospensione delle lezioni, verrà deciso se attivare o meno la didattica a distanza con gli insegnanti in isolamento domiciliare, per la quale sono già state definite le modalità operative con uno specifico protocollo interno alla scuola.

«Se saranno solo pochi giorni – spiega Cristina Ferrini, una delle due collaboratrici della dirigente – con tutta probabilità non attiveremo la Dad. In caso contrario la scuola è pronta anche a questa evenienza. Purtroppo, vista l’impennata dei numeri di queste ultime settimane, c’era da aspettarsi che sarebbe successo, malgrado tutte le misure di sicurezza che vengono attuate a scuola, sia per contenere al massimo i contatti, che per fornire all’autorità sanitaria, nel più breve tempo possibile, i nomi di studenti e personale della scuola che che hanno condiviso gli spazi con un caso positivo».

Al Liceo Rosmini quest’anno le classi sono salite a 53 (10 in via Porciatti e 43 nella sede distaccata della cittadella), per circa 1300 studenti, suddivisi in base all’ampiezza delle aule. Come avviene anche nella altre scuole della provincia, i ragazzi utilizzano ingressi separati, entrano ed escono con orari differenziati, non possono scambiarsi libri, penne, quaderni, materiale scolastico. Indossano la mascherina, tranne quando sono seduti al banco, fanno la ricreazione in quattro fasce orarie differenziate e ogni loro movimento è tracciato. «Vengono segnati i nomi quando escono – spiega Ferrini – sia in classe che sulla porta del bagno, se hanno bisogno del distributore di bevande devono rivolgersi al personale della scuola, gli insegnanti portano la mascherina durante la lezione e viene tenuta traccia anche dei loro spostamenti», conclude. —
 

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