Il Tirreno

Grosseto

la sparatoria dell’agosto 2019 

Omicidio: Meozzi e Santi in Corte di assise

Pierluigi Sposato
Omicidio: Meozzi e Santi in Corte di assise

Il giudice ha fissato l’udienza per il 28 gennaio dopo che è stata respinta la richiesta di accesso al rito abbreviato

3 MINUTI DI LETTURA





gavorrano

Prima udienza in Corte di assise il 28 gennaio per Mirko Meozzi, 45 anni, di Scarlino, e Sonia Santi, 34 anni, di Suvereto, imputati di omicidio premeditato e tentato omicidio. Lo ha deciso il giudice Giovanni Muscogiuri, al termine dell’udienza preliminare celebrata ieri mattina al palazzo di giustizia. Il giudice non ha ammesso il rito abbreviato.

I due imputati erano entrambi presenti: lui è in una comunità terapeutica; lei è ai domiciliari, pochi giorni fa è diventata mamma. Entrambi devono rispondere di quanto avvenuto l’11 agosto 2019 in località Filare di Gavorrano, secondo l’accusa nell’ambito di una trattativa di acquisto di sostanza stupefacente, in particolare di cocaina. Stando all’imputazione, Santi avrebbe condotto la Fiat Punto a lei in uso fornendo a Meozzi la pistola 9x21 da lei legalmente detenuta. Meozzi avrebbe chiesto a Bouazza Jarmouni, 25 anni, nazionalità marocchina, una dose di droga e poi avrebbe sparato più colpi, uno dei quali aveva raggiunto all’addome il cugino Rahhal El Jamouni, anche lui marocchino, 20 anni all’addome; il giovane era stato sottoposto a un intervento chirurgico con esito positivo. Anche l’accusa di omicidio è rivolta a entrambi, per quel colpo sparato da Meozzi con la pistola di Santi che aveva raggiunto Jarmouni all’addome, causandone la morte immediata. Secondo il pm Anna Pensabene, l’azione sarebbe stata ideata il giorno prima. Entrambi devono rispondere anche di rapina (per essersi impossessati del denaro e della droga), entrambi del porto abusivo della pistola in posto pubblico, Meozzi della detenzione illegale.

In apertura di udienza, l’avvocato Roberto Cerboni (difensore di Meozzi insieme alla collega Donatella Panzarola di Perugia) ha depositato una perizia balistica elaborata dallo studio Farneti che ricostruisce la scena del delitto; in particolare, la difesa ritiene di poter escludere la premeditazione, in linea del resto con le dichiarazioni confessorie di Meozzi. Depositata anche una perizia psichiatrica firmata dal dottor Silvio D’Alessandro di Perugia che ha come obiettivo la valutazione complessiva di Meozzi dal punto di vista psicofisico. Santi è assistita dall’avvocata Loredana Giuggioli. In aula anche l’avvocata di parte civile (per Rahhal), Valentina Abu Awwad di Pisa.

I difensori degli imputati si sono visti respingere l’eccezione di incostituzionalità relativa all’articolo 438 comma 1 bis del Codice di procedura, secondo il quale «non è ammesso il giudizio abbreviato per i delitti puniti con la pena dell’ergastolo», come appunto l’omicidio. Contro questa eccezione si sono pronunciate sia l’accusa sia la parte civile. Il giudice si è quindi ritirato per decidere, il ritorno in aula è avvenuto intorno alle 15. Il dottor Muscogiuri ha letto l’ordinanza e quindi si è di nuovo ritirato per poi tornare con la data di fissazione della prima udienza in Assise. Meozzi e Santi compariranno di fronte a due giudici togati, cui saranno affiancati sei giudici popolari, più tre supplenti. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa