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Grosseto

«Siamo in perfetta legalità e pronti a sporgere denuncia»

«Siamo in perfetta legalità e pronti a sporgere denuncia»

La preside Dini replica punto su punto E chiede alla Provincia ulteriori aule 

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la replica

«La didattica integrata a distanza è usata da molte scuole del nord, è prevista dalla legge e al Fossombroni è stata approvata all’unanimità dal consiglio di istituto e dal collegio docenti. Non capisco davvero quest’uscita dei Cobas».

La dirigente scolastica del Fossombroni, Francesca Dini, risponde punto per punto alle critiche dei Cobas.

«Il sindacato si lamenta che non ho risposto? La mail è arrivata il 6 ottobre – spiegava sabato la preside al Tirreno – Mi diano il tempo di avere il parere dell’avvocato».

Ma a questo punto sarà più di una risposta. La preside annuncia di voler sporgere denuncia e chiedere i danni. «Tutte falsità – dice – Se ne occuperanno gli avvocati della scuola e dell’Associazione nazionale presidi».

Nel merito, spiega Dini, «non ho avuto segnalazioni o lamentele dai professori, né dagli insegnanti. La nostra scuola lavora a questo progetto da giugno e ha fatto un investimento importante che rimarrà negli anni. In tutte le aule dove c’è la Lim c’è anche il pc; dove non c’è, c’è la tv smart interattiva che è a tutti gli effetti un computer». Dini ammette qualche problema di connessione. «La didattica integrata a distanza funziona correttamente all’80%. Serviva arrivare all’orario definitivo perché la strumentazione va provata con i ragazzi. A breve saranno installati 8 nuovi access point per coprire alcuni angoli “bui” e a quel punto raggiungeremo il 100%».

La preside rimanda al mittente anche la denuncia di affollamento. «Fino al 30 settembre avevamo le guardie giurate per controllare il distanziamento – spiega –. Ora gli ingressi restano scaglionati e gli studenti che entrano sono la metà degli iscritti, perché gli altri seguono da casa». Quanto alla classe sovraffollata, «abbiamo due prime: una conta 30 ragazzi che fanno lezione in aula magna, che ha una capacità di 400 persone. L’altra ha 24 ragazzi che fanno lezione in un laboratorio da 78 metri quadrati. La scelta degli spazi è stata valutata da un ingegnere con un nostro collaboratore scolastico che è perito elettronico».

Su una cosa, tuttavia, i sindacati sembrano aver intuito il problema: la non disponibilità di spazi alternativi da parte della Provincia.

«Sono anni che chiedo di avere più aule – dice Dini – ho lettere protocollate. Avremo bisogno di dieci aule. Abbiamo fatto un anno al terzo piano del provveditorato, uno all’Ungaretti. Anche quest’anno ho richiesto per l’ennesima volta ulteriori aule. Invito il sindaco e presidente della Provincia di Grosseto a fare una razionalizzazione delle scuole di Grosseto». —

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di Redazione web