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il futuro del falusi 

Ospedale a bassa intensità al posto della Rsa del golfo

Giulia Sili
Ospedale a bassa intensità al posto della Rsa del golfo

È una delle proposte del presidente Brenci per risanare i conti dell’istituto La pandemia ha aggravato la situazione a causa del taglio di alcuni servizi 

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massa marittima

«La situazione dell’istituto Falusi non è delle più rosee», ad ammetterlo è il presidente della Rsa delle Colline Metallifere Lorenzo Brenci. Una situazione che però «può migliorare e molto – dice Brenci – grazie all’intervento delle istituzioni, e in particolare dei Comuni sede di Rsa e della Regione Toscana».

Alla perdita dell’ultimo bilancio approvato – circa 90mila euro – si sono sommati gli effetti della pandemia. Le soluzioni per Brenci, però, non mancano e il presidente spiega al Tirreno quale può essere lo scenario futuro possibile per l’ente che si occupa di più di 100 anziani in tutto il territorio delle Colline Metallifere.

La Rsa che ha residenze a Massa Marittima, Follonica e Caldana, si trova, come ogni istituto per anziani, in una situazione molto delicata, che si trascina ormai da tempo: «Il Covid non è stato sconfitto – dice Brenci – e siamo come tutti in un momento pericoloso. La diffusione del virus, seppur minore rispetto ai mesi passati, è su tutto il territorio nazionale e oggi dobbiamo essere attenti più che mai. Il Covid ha aggravato una situazione che già era difficile e adesso dobbiamo affrontare vari problemi».

Di fatto l’emergenza sanitaria ha pesato molto sulle casse delle case di riposo, che, durante i lunghi mesi di lockdown, hanno visto bloccato il ricambio degli ospiti e aumentato esponenzialmente il costo per i dispositivi di protezione individuale. «Abbiamo ereditato un bilancio non bello e purtroppo le soluzioni tecniche già pensate per l’inizio del 2020 si sono arrestate – dice Brenci – La pandemia ha impedito qualsiasi tipo di azione e anzi, ha aggravato la situazione che abbiamo ereditato».

Alle spese per i Dpi si sono sommati i mancati ingressi e sono pesate, e molto, anche diverse chiusure di servizi che in passato hanno avuto molta fortuna: «Le chiusure hanno riguardato il centro diurno e tutte quelle attività che facevano con gli anziani non residenti in struttura – spiega il presidente – Come, ad esempio, l’assistenza domiciliare. Insomma, si è bloccato tutto per mesi». Inoltre, se si escludono alcuni appartamenti frutto di lasciti, il Falusi è un istituto non patrimonializzato e che paga canoni particolarmente ingenti. Per il presidente è adesso necessaria una razionalizzazione degli appalti e delle ore di lavoro dei dipendenti e, soprattutto una revisione dei canoni di affitto. «Quando sono diventato presidente – spiega Brenci – Ho trovato una situazione strana: ci sono quattro appalti diversi al Falusi, uno per ciascuna residenza, più uno per le pulizie. La prima soluzione che sto mettendo in atto è quella di fare un unico appalto con un unico soggetto gestore. Avere un unico gestore per il socio assistenziale e per le pulizie può migliorare molto la nostra situazione».

L’idea era già nata prima dell’emergenza sanitaria ma con il lockdown tutto si è fermato. «È già in atto un processo di stima degli immobili – prosegue il presidente – e ci sarà una razionalizzazione in termini di personale e di ore». La soluzione principale alla quale guarda Brenci è però una contrattazione del canone della Rsa di Follonica che nei progetti potrebbe diventare in futuro anche un ospedale a bassa intensità assistenziale. La struttura di Follonica ha una condizione piuttosto particolare: si tratta di un immobile di proprietà della Regione Toscana che è stato locato all’Asl e dato ad una Asp, al cui interno si trova una Rsa con 37 ospiti non autosufficienti più un centro diurno.

La spesa annuale per il canone di affitto che la struttura di Follonica versa alla Regione è di 117mila euro. Un peso per le casse già provate della casa di riposo. «Il Falusi ha le soluzioni per la ripresa – spiega Brenci – ma queste, da sole, non bastano, ci vuole una forte consapevolezza delle istituzioni, dei Comuni sede di Rsa e della politica regionale». Proprio per questo motivo Brenci ha intenzione di chiedere al neoeletto presidente Eugenio Giani una revisione del canone. «Credo che sia ingiusto far gravare un costo del genere su una struttura che presta assistenza agli anziani e che oggi si trova in difficoltà – dice Brenci – Stiamo prestando un servizio importante a più di 120 ospiti distribuiti tra tutte le residenze».

Il presidente arriverà presto anche alla porta del sindaco Andrea Benini, tornato a guidare la città dopo 9 mesi di commissariamento: «I sindaci di Massa Marittima e di Gavorrano per quello che hanno potuto non si stanno tirando indietro e ci stanno sostenendo. Adesso – conclude – speriamo che accada lo stesso anche a Follonica». —

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