Sicurezza
In mostra a Grosseto il "tondo" di Botticelli: fu comprato all'asta per un soffio
L'antiquario Luzzetti: "Me lo aggiudicai da Christie's e da allora è sempre stato con me, nel mio salotto"
GROSSETO. L'opera fu comprata all'asta per un soffio. Il collezionista se l'aggiudicò da Christie's perché il suo rivale (un imprenditore cinese) arrivò tardi con l'aereo. Da allora, non appena comprata, se l'è tenuta sempre con sé. Si tratta di un magnifico "tondo" del Botticelli, custodito gelosamente dal proprietario – il collezionista/mecenate Gianfranco Luzzetti – nel suo prestigioso palazzo a Firenze e mai esposto prima d’ora. Il capolavoro “inedito” del Botticelli arriva in mostra a Grosseto tra due settimane: sarà un evento eccezionale.
Dal 23 ottobre al 10 gennaio 2021 il Polo culturale Le Clarisse ospita infatti una straordinaria esposizione dedicata al tondo del maestro Alessandro di Mariano di Vanni Filipepi, detto Botticelli; opera del pittore e della sua bottega raffigurante una Madonna con Bambino, San Giovannino e un angelo. Tempera su tavola, 85 di diametro: è una meraviglia assoluta. La mostra grossetana è inserita nella Settimana della bellezza, promossa dall’ufficio per la pastorale culturale della Diocesi di Grosseto e da Fondazione Crocevia con la coorganizzazione di Comune di Grosseto e Fondazione polo universitario grossetano. Sponsor principale la Fondazione Bertarelli. È stato il vescovo Rodolfo Cetoloni – spiega Luzzetti – a chiedere il quadro in mostra per la sua città, e lui ha detto sì.
La storia. L'opera fu acquistata nel 1985 a un’asta Christie’s a Londra dall’antiquario per la sua collezione privata. Alle sue spalle serba appunto una storia curiosa, come racconta lo stesso antiquario. Era nel 1985 e Luzzetti non era l’unico ad avervi puntato gli occhi. Pare che il tondo facesse gola anche a un imprenditore cinese, ma l’aereo di costui atterrò a Londra in ritardo e il collezionista asiatico non se l’aggiudicò. Grazie al “cielo” (è il caso di dirlo), lo poté acquistare proprio lui, Luzzetti, che da allora se l’è tenuto stretto a casa, custodito come un figlio tra altri capolavori nella casa-museo di borgo San Jacopo. Molte opere, come sappiamo, sono approdate a Grosseto nella collezione del Polo culturale Le Clarisse; questa era (ed è tuttora) nel salotto di casa. Richiesta in tutto il mondo e sempre negata, arriverà anch’essa a Grosseto, sia pure per un periodo temporaneo. Poi si vedrà.
L’opera. Il tondo raffigura una Madonna con Bambino, San Giovannino e un angelo. La scheda del catalogo Christie’s, 35 anni fa, riferiva l’opera alla bottega di Botticelli. L’alta qualità di alcuni importanti dettagli, come il volto della Vergine e le mani sinuose ed eleganti – spiegano dal Polo Le Clarisse – fa invece supporre l’intervento diretto del maestro, pur non giustificando l’autografia assoluta. Il tema iconografico, che riflette lo spirito “affettuoso” peculiare della produzione della bottega di Botticelli alla fine del Quattrocento, riprende un soggetto giovanile modulato sugli esempi più rigidi e distaccati di Filippo Lippi. Per una corretta datazione e contestualizzazione culturale di quest’opera si cita un altro tondo, la Madonna con Bambino, San Giovanni Battista bambino, San Michele Arcangelo e San Gabriele Arcangelo (tempera su tavola, diametro cm. 115) conservato a Palazzo Pitti a Firenze. I due tondi (questo che arriverà a Grosseto e il tondo Pitti) sono identici nella composizione, tranne che nella figura dell’Arcangelo Michele che nel secondo compare alle spalle di San Giovannino. Gli studiosi ipotizzano l’esistenza di un prototipo botticelliano, purtroppo perduto, cui la composizione del tondo Luzzetti sarebbe vicina costituendo – negli anni novanta del Quattrocento – una preziosa replica. Insomma, un capolavoro di indiscutibile pregio. —
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