Sicurezza
Corteo antifascista, prime testimonianze
Sono rimasti sotto processo 7 dei 10 imputati iniziali La manifestazione non sarebbe stata autorizzata
grosseto
Dieci gli imputati iniziali, sette quelli rimasti di fronte al giudice Giovanni Puliatti, di fronte al quale ieri si è svolta l’udienza per la manifestazione di fine agosto 2018, un corteo antifascista (di lì a poco sarebbe stata celebrata, in zona Principina, la festa nazionale di CasaPound) che secondo l’imputazione non sarebbe stata autorizzata, perché carente del preavviso al questore nei tre giorni precedenti.
Nel corso delle udienze precedenti erano state stralciate le posizioni di Anna Maria Cannoni e Matteo Di Fiore, perché hanno scelto la messa alla prova; e quella di Mattia Papini, che aveva scelto il rito abbreviato e che è stato assolto da Adolfo Di Zenzo perché il fatto non costituisce reato («la sua condotta, molto più delimitata e contenuta rispetto a quella degli altri manifestanti individuati dalla polizia giudiziaria, non può essere ricondotta alla definizione di promotore»). Sono quindi rimasti nel processo Fernando De Luca, Simona Vigliotti, Giulia Tattarini, Salvatore Bencivenga, Antonio Montillo, Ilaria Mugnai e Maurizio Chelli.
E De Luca, assistito dall’avvocato Andrea Bartalucci, ha assistito alla deposizione degli uomini della Digos che hanno ricostruito quella serata, che si era snodato sulle Mura medicee. E di cui avevano avuto notizie dopo la pubblicazione di un post. Il dirigente ha ricordato i colloqui avuti in quella circostanza con i principali protagonisti; e, una volta che gli è stato sottoposto il fascicolo fotografico, ha individuato nome per nome tutti coloro che erano raffigurati nelle immagini, descrivendo brevemente il loro comportamento. Un suo collaboratore ha poi specificato che mai era giunta per mail all’ufficio una comunicazione che anticipava la manifestazione.
Secondo l’imputazione, Di Fiore avrebbe impugnato un megafono intonando slogan e canti antifascisti; Bencivenga avrebbe predisposto l’apparecchiatura audio per il megafono e avrebbe sorretto uno striscione con la scritta “Grosseto Antifascista”; Cannoni avrebbe sventolato una bandiera con la scritta “Antifascista militante”, avrebbe effettuato volantinaggio e si sarebbe posta alla testa del corteo; Montillo avrebbe intonato slogan mediante megafono; De Luca, Vigliotti e Tattarini si sarebbero dati da fare per radunare i manifestanti e predisporre il corteo (Tattarini se ne sarebbe anche messa a capo); Papini, De Luca, Vigliotti, Tattarini e Montillo avrebbero sorretto uno striscione in apertura di corteo; Chelli avrebbe effettuato riprese video-foto della manifestazione; Tattarini avrebbe impugnato un megafono e avrebbe incitato i manifestanti; Di Fiore, De Luca, Tattarini, Vigliotti e Chelli avrebbero guidato il corteo cercando di portarlo fino a piazza Dante. Prossima udienza ad aprile. — p.s.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
