Il dolore
Si trasferisce a Milano poi scompare nel nulla
Mistero a Ribolla: i nonni di Michael, 29 anni, lanciano l’appello a “Chi l’ha visto?” Il suo portafogli è stato trovato da alcuni passanti a una fermata dell’autobus
RIBOLLA. Cosa è successo a Michael Racano Bonocore, 29 anni, scomparso a Milano lo scorso 23 settembre e residente da circa un anno nel comune di Roccastrada, a Ribolla, dove da tempo si erano stabiliti i nonni? Proprio Anna e Michele, che nella frazione mineraria sono conosciuti da tutti, hanno lanciato il primo appello alla trasmissione “Chi l’ha visto? ”.
Mercoledì sera, poi, è intervenuta anche la zia Nicoletta. “Riportiamo a casa Michael”: c’è scritto così sul lenzuolo che campeggia fuori dall’abitazione dei due anziani, in via Liguria, a Ribolla. Il loro doppio appello in tv comunica tutta la sofferenza che questa famiglia sta provando. «Non è da Michael non farsi sentire, non è da lui – ribadisce la nonna, Anna Marroccoli – e questa è la cosa che mi dà più pensiero». «Se Michael avesse visto l’appello dei nonni, a cui è attaccatissimo, credo che sarebbe scoppiato in un mare di lacrime – conferma la zia – lui è un buono, una persona che in passato ha fatto degli errori, ma che ha solo bisogno di amore. È generoso, disposto anche a mettersi nei guai per aiutare gli altri».
A luglio, in Maremma, aveva trovato un impiego da aiuto cuoco. Il suo sogno, però, è aprire un agriturismo, cucinare e avere degli animali. Sa guidare il trattore, Michael, e ama il sole di Ribolla più della nebbia e delle montagne. Eppure da Ribolla l’uomo manca dal 27 agosto. In quella data, senza alcun preavviso, decide di trasferirsi in Lombardia, con la compagna: a Caloziocorte, in provincia di Lecco, per provare a ripartire, cercare un lavoro, rifarsi una vita. In realtà nell’ultimo mese prima di scomparire – scopriranno i familiari – Michael non farà nulla di tutto questo. Mercoledì 23 settembre, intorno alle 10 del mattino, è uscito di casa e non è più rientrato. L’ultimo contatto telefonico intorno alle 19 dello stesso giorno: l’uomo chiama la compagna per dirle che rientrerà a casa per la cena, verso le 20,30, ma non è così. Di lui si perdono le tracce. Userà il cellulare, di nuovo, nelle prime ore del giorno successivo, poi più nulla.
Non ha con sé i documenti, Michael, e nemmeno i farmaci necessari per la terapia quotidiana. L’ultimo a vederlo è un amico d’infanzia. Michael rimane qualche ora nel suo locale, a Solaro (hinterland milanese). Agli inquirenti racconterà di aver salutato l’amico alle 4 del mattino, dopo averlo accompagnato alla stazione di Saronno, poi il silenzio. E l’indomani, il 24 settembre, alcuni passanti trovano e riconsegnano il portafoglio di Micheal ai carabinieri, riferendo di averlo trovato alla stazione di Milano Cadorna, in corrispondenza della fermata del bus.
Nel telefono dei familiari l’ultimo accesso a Whatsapp dal cellulare di Michael risulta alle 4 e 16 del mattino del 24 settembre. Nel pomeriggio le tracce di Michael si perdono a Tirano, in provincia di Sondrio, dove alla stazione dei Carabinieri fa denuncia per lo smarrimento dei documenti. Alto un metro e ottantacinque, capelli castani, corporatura robusta e alcuni tatuaggi sul corpo (una “A”, sulla spalla, la scritta “Maria Ti Amo” sull’avambraccio sinistro, altri dietro la nuca), una cicatrice sotto lo zigomo sinistro. Al momento della scomparsa indossava la tuta che si vede nella foto e un paio di Nike bianche. Secondo i familiari «il ragazzo starebbe attraversando un momento di fragilità e potrebbe avere bisogno di aiuto». —
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