Sicurezza
Scheletro trovato al Diversivo A giorni il risultato del test
GROSSETO
Chiuso con un lieto fine il caso della scomparsa della diciassettenne, a Grosseto resta da risolvere il mistero di Enrico Prosperi, che a metà settembre del 2019 uscì di casa, nelle prime ore del mattino, senza farvi mai ritorno. Dopo mesi di ricerche, condotte nell’autunno scorso, a maggio del 2020 è stato ritrovato per caso, da due giovani, uno scheletro scarnificato nella zona del Diversivo, in un boschetto non distante da via Senese. Per sapere se quei resti appartengono al 52enne grossetano ci vorrà ancora qualche giorno.
L’11 settembre – un mese fa – Mara, Claudio e Umberto Prosperi, i tre fratelli di Enrico, sono stati sottoposti, all’ospedale Misericordia, a una serie di prelievi di cellule salivali dalla bocca, per effettuare poi un’analisi genetica e procedere al confronto con il dna ricavato dalle ossa scoperte al Diversivo, a meno di cinquanta metri dalla nuova ciclabile. Questo perché, dai primi riscontri della medicina legale, lo scheletro ricomposto era apparso compatibile con Enrico Prosperi.
Come è facile comprendere la famiglia vive questa attesa con angoscia: i fratelli vorrebbero dare a Enrico una sepoltura dignitosa, qualora quei resti fossero i suoi. Ormai è questione di giorni.
Era il 14 settembre del 2019 quando Enrico scomparve nel nulla. Molte le ipotesi che furono avanzate. Due soltanto le segnalazioni di una certa rilevanza: la prima giunta da un autista di Tiemme che disse di aver visto Prosperi scendere da un bus urbano in via Inghilterra, l’altra – sempre la mattina della scomparsa – nella zona dell’ospedale, non distante dal Diversivo. Restano in sospeso tante domande. Anche ieri la sorella Mara ha rinnovato un appello alla collaborazione, chiedendo di farsi avanti nel caso in cui nella zona ospedale – villaggio Curiel – via Inghilterra, qualcuno ricordasse di averlo visto o di aver notato qualcosa di strano. — G.B.
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