Sicurezza
Nei covi di chi vende droga batterie auto e cumuli di rifiuti
Si invia la propria posizione, poi si fa uno squillo e dalla macchia esce il fornitore La Duna e due operai della Riserva hanno ripulito parte dell’area: ma non basta
follonica
Nascondigli nel bosco, identici in tutto a quelli di Bouazza Jarmouni, il venticinquenne rimasto ucciso ai bacini di San Giovanni, a pochi chilometri da Gavorrano, o come quello del 25enne rimasto ferito da colpi di arma da fuoco nella macchia di Montioni, nel comune di Follonica, soltanto il mese scorso.
Questa volta siamo nel verde delle Bandite di Scarlino, nel bosco di Pian D’Alma, a poche centinaia di metri da Cala Violina, un logo dove in questi giorni in tanti passeggiano in cerca di funghi.
Ieri mattina Marco Stefanini della Duna e Michele Finocchioli, insieme a due operai delle Bandite di Scarlino hanno passato diverse ore cercando di recuperare tutto il materiale che è stato abbandonato nel verde. Nei giorni scorsi sia Stefanini che Finocchioli avevano fatto delle passeggiate in quella zona e vedendo tutto quel materiale abbandonato hanno deciso di contattare le Bandite per organizzare una pulizia mirata.
«Sono i nascondigli degli spacciatori – dice Stefanini – cambiano posto molto spesso ma in questo bosco hanno passato molto tempo, si vede da quante batterie di auto abbiamo trovato nel raggio di poche decine di metri: una sessantina. Qui ci vivono per giorni, ci sono i giacigli e tutto il necessario per cucinare». Le batterie servono per fare luce durante la notte e in pochi giorni, se non ricaricate, sono da buttare. È così che in uno spazio relativamente piccolo ci sono tante batterie quante ce ne possono essere nell’officina di uno sfasciacarrozze. Rifiuti speciali e pericolosi che adesso dovranno essere smaltiti.
Ma nel bosco, insieme alle batterie c’è dell’altro: diversi bivacchi a pochi metri l’uno dall’altro nel luogo che evidentemente da qualche tempo era stato eletto a punto di ritrovo da chi compra e vende stupefacenti. Un punto isolato, difficile da individuare ma anche facile da raggiungere, se conosciuto.
Basta inviare la propria posizione tramite messaggio e telefonare quando si arriva nel punto concordato: qualcuno esce dal bosco, si affaccia sulla strada, e in poco tempo avviene lo scambio.
Nel verde hanno recuperato sedie da mare e fornelli a gas, bombole e qualche tappeto insieme a un paio di materassi e decine di bottiglie di plastica. Poi nascosti tra i cespugli sacchi, vestiti, qualcosa da mangiare e anche delle borse vuote. Segni evidenti di un luogo fino a poco tempo fa molto frequentato ma oggi abbandonato con l’arrivo della stagione dei funghi.
Il Pick-up degli operai delle Bandite ieri ha dovuto fare cinque viaggi per liberare la strada da tutto quello che era stato raccolto nell’arco della mattinata, ma le molte ore impiegate dai quattro uomini non sono bastate a ripulire tutta l’area e molto è ancora disperso nel verde: «Ci vorrà molto tempo – dice Stefanini – sarebbe bello poter organizzare una domenica di pulizia insieme a dei volontari, sarebbe un bel gesto da parte dei cittadini».
Ieri mattina è arrivata anche la sindaca di Scarlino, Francesca Travison, per vedere quanto trovato. La prima cittadina è rimasta molto colpita alla vista dei tanti bivacchi: «Sembra un piccolo paese, è incredibile – ha detto Travison – ho visto di cosa si tratta e sono amareggiata. La situazione dentro al bosco è incredibile, c’è di tutto. Mi impegno personalmente ad organizzare nei prossimi giorni una pulizia del bosco che è bellissimo e non può essere trattato in questo modo». La sindaca scriverà poi al prefetto e invierà le foto di quanto rinvenuto. —
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