Finanza
«La mascherina non è da sfigati»
Enrico Pizzi / grosseto
«Ci dovete aiutare a far passare il messaggio che indossare la mascherina non è da sfigati, ma da persone libere, consapevoli dell’importanza del momento che viviamo». È un appello alla responsabilità quello che il prefetto di Grosseto, Fabio Marsilio, ha rivolto agli studenti che, in queste settimane, ha incontrato, andando nelle scuole superiori.
Ieri mattina, nel cortile dell’istituto Agrario Leopoldo II di Lorena, il prefetto ha parlato con una rappresentanza di ragazzi di quella scuola e una rappresentanza del Polo liceale Pietro Aldi. Poi, accompagnato dal dirigente scolastico provinciale Michele Mazzola e dalla dirigente del Leopoldo II, Cinzia Machetti, ha visitato le tante eccellenze di quell’istituto.
«In queste due settimane – dice il prefetto Marsilio – ho avuto la possibilità di verificare che lo sforzo assiduo, giornaliero, fatto nei mesi di luglio e agosto da tutte le istituzioni coinvolte, ha portato alla riapertura delle scuole con un livello di criticità molto attenuato».
Ma la ragione principale per cui il prefetto ha voluto visitare le scuole è l’incontro con gli studenti. «Ho voluto incontrare un gruppo di ragazzi di istituti diversi – spiega – per chiedere loro aiuto. Ho avuto la possibilità di raccontare loro e di ricordare a me stesso e agli altri questi otto mesi, le difficoltà che abbiamo incontrato, i primi contagi, le trepidazioni, le prime chiusure, le strade deserte, il silenzio, l’angoscia per le attività lavorative sospese, le prime aperture a maggio, l’estate tumultuosa che abbiamo incontrato e anche le tante rinunce che molti hanno fatto».
Se siamo arrivati a poter riaprire tante attività, e oggi anche le scuole, ha detto il prefetto, lo si deve a questo grande sforzo di tutti.
«Oggi – ha aggiunto – è un momento di passaggio, nuovi divieti, nuovi obblighi, controlli, sanzioni, ma prima di tutto ci vuole il loro senso di responsabilità. Questa è stata la mia richiesta di aiuto: ci devono aiutare a far passare il messaggio che indossare la mascherina, mantenere le distanze, osservare le cautele, non è da sfigati, ma da persone libere, consapevoli dell’importanza del momento che viviamo».
Dagli incontri, poi, l’idea di avviare un dialogo più sistematico tra le istituzioni e i rappresentanti di studenti e studentesse, «un rapporto continuo con le istituzioni, per raccontare come vanno le cose, come potrebbero andare meglio e soprattutto per tenere al centro le esigenze delle scuole, delle ragazze, dei ragazzi, in rapporto con il territorio e quello che avviene tutti i giorni». —
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