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Covid e visite nelle Rsa Primi stop anticontagi

Francesca Ferri
Covid e visite nelle Rsa Primi stop anticontagi

L’estate ha consentito di incontrare gli anziani all’aperto  Ma col freddo non si può. Ecco come ci si sta organizzando

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Francesca Ferri / grosseto

L’aumento dei contagi preoccupa. Preoccupa il virus, preoccupa lo spettro di nuove misure restrittive, preoccupa la prospettiva di rinunciare, come la scorsa primavera, ai contatti sociali. Per le Rsa, le strutture che accolgono gli anziani, tra i più vulnerabili al Covid-19, il timore è ancora più forte, tanto che proprio ieri la prima ordinanza firmata dal neopresidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha riguardato proprio le Rsa (il testo rinnova fino al 31 gennaio 2021 le disposizioni sulla presa in carico dei pazienti positivi da parte dell’Asl e prevede la separazione, nelle strutture, dei sospetti positivi dagli altri ospiti).

L’arrivo della stagione fredda complica le cose. A partire dalle visite dei familiari, così importanti per nonni e nonne, ma anche per figli, nipoti e amici. Che rischiano di non potersi più incontrare di persona.

Dalla scorsa primavera gli spazi al chiuso delle strutture sono inaccessibili a persone esterne. Ma le belle giornate estive hanno consentito comunque di andare a trovare gli anziani sfruttando i giardini. Se fa freddo però gli anziani non possono uscire.

Lunedì il Coeso - Società della salute, ha convocato in videoconferenza i rappresentanti delle strutture della provincia di Grosseto. Secondo le indicazioni dell’Asl la scelta di consentire le visite di persona spetta al responsabile della struttura. Che, però, si accolla anche la responsabilità di rispondere in caso di eventuali contagi. Le strutture si stanno perciò attrezzando, adottando misure di prudenza.

A Roccastrada, ad esempio. «Da mesi in struttura non entra nessuno ma per tutta l’estate i nostri ospiti hanno potuto incontrare i familiari in giardino – dice Roberto Fenili, direttore dell’Istituto geriatrico –. A inizio settembre per consentire qualche visita in più, programmata, abbiamo allestito una tenda. Ma c’è comunque un percorso all’aperto e quando fa freddo non si possono portare le persone fuori con il rischio che si ammalino». Perciò le visite sono state sospese. «Non è un ritorno al passato – dice Fenili – ma un’attenzione in più per i nostri ospiti. Oggi la tracciabilità dei contatti è più difficile: ci sono i bambini che vanno a scuola, gli adulti che si spostano... Mi dispiace molto, ma è più sicuro così. Continuiamo a fare attività di animazione e stiamo implementando i sistemi di comunicazione. Stiamo predisponendo un impianto perché i familiari si possano collegare per vedere le nostre attività nel salone comunitario».

A Villa Gloria a Grosseto al momento proseguono le visite in giardino. «Ma è un dilemma da affrontare a breve – spiega il titolare, Massimo Vannozzi –. Quest’estate abbiamo consentito visite di 20 minuti nel nostro bel giardino per i nostri 32 nonni. Se il tempo regge, siamo felici di continuare, ma quando sarà freddo dovremo tornare a Skype e alle videoconferenze. Certo, il contatto fisico è un’altra cosa. Ma purtroppo non si può».

All’istituto Falusi di Massa Marittima c’è invece spazio per una stanza con doppio accesso, interno per gli ospiti ed esterno per i familiari, per consentire le visite al chiuso. «Proprio stamani (ieri per chi legge) la stavano ultimando – dice il presidente, Lorenzo Brenci – È chiaro che abbracciarsi e baciarsi non si può fare». —

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