Sicurezza
Un’ondata di solidarietà per il nostro giornale
GROSSETO. Il Tirreno è stato messo in vendita dal Gruppo Gedi. I giornalisti per due giorni hanno scioperato ma oggi, 5 ottobre, il quotidiano è in edicola.
Quello che più ha colpito i giornalisti della redazione di Grosseto è stata l’ondata di affetto e solidarietà ricevuta in questi giorni: telefonate, messaggi, post, tantissimi, sui vari profili Facebook.
Il segretario della Cgil Claudio Renzetti ha impostato un’immagine del suo profilo con il messaggio: «Al fianco dei poligrafici e dei giornalisti del Tirreno».
Il primo a scrivere alla nostra redazione è stato Pierandrea Vanni, sindaco di Sorano ed ex collega della Nazione. «Come sindaco di una comunità che ha sempre trovato nel Tirreno attenzione e sensibilità e che lo considera una “voce “storica dei suoi problemi e delle sue istanze, voglio esprimervi solidarietà non formale, vicinanza e sostegno – ha scritto – Come giornalista credo che non si possa accettare l’agonia della stampa quotidiana fra vendite disinvolte, tagli, accorpamenti e altro ancora. E che non si possa accettare la giustificazione del libero mercato e limitarsi a chiedere garanzie, in particolare a chi non conosce il significato di questa parola. Per questo penso, ma forse sono un velleitario, che sarebbe l’ora di una vertenza nazionale che coinvolga non solo gli editori. Vi sono vicino».
Anche da Castiglione, arriva il sostegno dell’assessora all’Ambiente Elena Nappi. «Ieri mattina (venerdì, ndr) l’addetto stampa del Comune di Castiglione della Pescaia è venuto nel mio ufficio e, prima di affrontare la scaletta degli impegni della giornata, mi ha informato che voi giornalisti del quotidiano “Il Tirreno” siete in sciopero a causa della trattativa che il gruppo Gedi sta portando avanti per la vendita della testata dove lavorate – scrive Nappi – Non avere certezze sulla propria occupazione, soprattutto in un momento particolare come questo, è un disagio enorme, ma spero che presto tutto si risolva nel migliore dei modi. “Il Tirreno” fa parte della mia vita di tutti i giorni da sempre. Entrava in casa mia quando ero ragazzina e adesso, nella mia veste di amministratore, gli dedico le prime attenzioni quando mi arriva la rassegna stampa del mattino. L’informazione locale credo sia un fiore all’occhiello e auspico che l’editore, attuale o nuovo, protegga l’esperienza che questo giornale e le sue redazioni stanno portando avanti. In quella di Grosseto, da lettrice, mi sento di affermare che la ricerca scrupolosa e corretta dei fatti raccontati abbia portato al riconoscimento di un giornale autorevole».
Anche l’ex comandante del Noe dei carabinieri, Florindo Rosa, ha lasciato il suo commento: «Il Tirreno è una fonte di informazione per la Toscana che non può mancare».
Giacomo Gori, punto di riferimento del Movimento 5 stelle di Grosseto, ha scritto: «Servizio essenziale! Grazie a tutti voi per il lavoro che portate avanti in mezzo a mille difficoltà, anche dove non dovrebbero esistere».
Presa di posizione anche da parte del presidente del consiglio comunale di Grosseto Claudio C. Pacella: «Non amo la linea editoriale del Tirreno, ma cercare di chiudere un giornale, una voce libera, è come portare via un pezzo di libertà e di democrazia al paese. Forza ragazzi – W il Tirreno! ».
Il sindaco di Grosseto e presidente della Provincia, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, ha lasciato un messaggio di incoraggiamento, commentando con «Forza! », un post che faceva riferimento alla vertenza in corso.
Solidarietà anche da parte della storica Luciana Rocchi e dalla Cna, con la direttrice Annarita Bramerini. «Comprensibili e legittime le vostre preoccupazioni – scrive Bramerini – Viviamo da tempo in una società che si è fatta troppo “liquida”, ma le ricadute a terra purtroppo sono spesso pesanti, come nel vostro caso. Speriamo che questa scelta dissennata del management venga abbandonata per voi e per quanti si avvalgono del vostro servizio e delle vostre professionalità (tra cui i lettori)».
Per Mauro Carri, direttore dell’Ance, «l’«associazione che dirigo da molti anni è abbonata al giornale. Ne abbiamo apprezzato gli spazi informativi ricevuti e la qualità del lavoro redazionale – scrive – Siamo per la valorizzazione del pluralismo giornalistico e della comunicazione ed in questo caso la tradizione locale de il Tirreno, sta in tale solco. Auspichiamo ancora una radicata presenza del giornale, voce provinciale di riferimento insieme ad altri media, ed il mantenimento occupazionale della redazione. Sarà alta la nostra attenzione con convinto sostegno intellettuale, vigili a non depauperare ulteriormente la nostra comunità».
Infine, l’avvocato Massimo Ceciarini: «Massima solidarietà e appoggio ai giornalisti della gloriosa testata del Tirreno. La libera stampa non può essere trattata come fosse una qualunque mercanzia», e lo chef Moreno Cardone, voracissimo lettore del quotidiano che ha scritto: «Il Tirreno c’è sempre stato e dovrà sempre esserci». —
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