Il Tirreno

Grosseto

l’udienza 

Gli impongono lavori ma manca il via libera Assolto il proprietario

alfredo faetti

2 MINUTI DI LETTURA





pitigliano

Quando gli è stata notificata l’ordinanza di messa in sicurezza, è andato subito dai carabinieri per contestare i lavori, convinto che l’intervento così come previsto dal Comune avrebbe solo peggiorato la situazione e di fatto non ha mai dato seguito all’atto firmato dal sindaco.

Per questo motivo Antonio Milano è finito sotto processo con l’accusa di non aver adempiuto all’ordinanza di messa in sicurezza, ma nel corso del procedimento, attraverso le testimonianze di tecnici e forze dell’ordine, è riuscito a far valere le sue ragioni e alla fine è stato assolto.

Lo stesso pubblico ministero, Massimiliano Tozzi, ne ha chiesto l’assoluzione, in quanto i lavori imposti dal Comune presentavano delle lacune, su tutte non prevedevano la richiesta alla Soprintendenza per l’intervento nonostante gli immobili al centro della vicenda siano sotto il vincolo paesaggistico. Vicenda che si è consumata nel centro storico Pitigliano, compreso per intero sotto il vincolo.

Tutto parte dopo il crollo di alcuni muri in vicolo Sdrucciolo e vicolo della Concordia, interessando palazzine di proprietà di Milano e del suo vicino di casa, con cui aveva già aperto un contenzioso (quest’ultimo, a sua volta destinatario dell’ordinanza e del decreto penale, aveva poi provveduto alla rimozione, così avevano ricostruito gli investigatori).

È il settembre del 2017 quando gli uffici del municipio inviano l’ordinanza di messa in sicurezza, a cui l’imputato ha risposto rivolgendosi ai carabinieri prima con un esposto e poi formalizzando una vera e propria denuncia, sostenendo che alcuni dei lavori già eseguiti avrebbero aggravato ulteriormente la situazione, mettendo in pericolo la sicurezza dei passanti e aveva sollecitato le autorità competenti a intervenire, escludendo proprie responsabilità. «Senza dubbio sarebbe stato più funzionale un intervento unitario sulle palazzine, viste che sono attaccate» , ha ribadito Enrico Volpini in aula, tecnico a cui Milano si è rivolto dopo la notifica dell’ordinanza.

Ma oltre alla funzionalità dell’intervento, ci sono stati anche altri aspetti sollevati dall’avvocato difensore Settimio Chelli, come la costruzione abusiva di una terrazza sulla palazzina vicina. «Milano lamentava che i crolli erano dovuti alla terrazza realizzata dal vicino – ha detto in aula Marzia Stefani, responsabile del settore Urbanistica del Comune di Pitigliano – Non saprei dire se sia vero, sarebbe servita una perizia per questo».

Inoltre, Chelli ha rimarcato che tra le due palazzine sono presenti due particelle catastali di proprietà del Comune. «Infatti c’è già un progetto per i lavori di riqualificazione di quella zona», ha detto Stefani. Ma a pesare sulla decisione, l’assenza di una richiesta e quindi del via libera da parte della Soprintendenza, senza cui non si può intervenire nel centro storico pitiglianese. Norma ribadita anche nell’ultima udienza, che ha portato il pubblico ministero a chiedere l’assoluzione e il giudice a concederla. — alfredo faetti

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web