Il dolore
Ucciso nel bosco a colpi di fucile C’è il nullaosta
Abdelilah Kadir, 22 anni, sarà sepolto nello stesso cimitero di Bouazza Jarmouni, anche lui ammazzato per motivi di droga Il rimpatrio forse martedì
GROSSETO
Tredicimila abitanti, un paese la cui economia è fatta di un po’ di agricoltura e tanta povertà. Dove c’è un cimitero che accoglierà, probabilmente già la prossima settimana, la salma di Abdelilah Kadir, il ragazzo di 22 anni trovato morto nella strada di Cernaia il 20 agosto, quando una ragazza, probabilmente cliente dello spacciatore, è andata lì per incontrarlo. Il giovane era per terra, in una pozza di sangue ormai rappreso: era stato ucciso la sera prima con un colpo di fucile al volto, sfigurato dal colpo sparato a distanza ravvicinata. Per il suo omicidio è finito in carcere Filippo Guerra, grossetano di 47 anni, che ogni tanto andava in quella strada di campagna nascosta dalla via principale da un grande cancello sempre chiuso, per acquistare qualche dose di cocaina.
La salma di Kadir è all’obitorio dell’ospedale di Misericordia: martedì probabilmente, l’agenzia funebre La Pace, che si occuperà del rimpatrio, potrà tornare nel suo Paese d’origine, a bordo di un volo di linea Roma-Casablanca.
Il sostituto procuratore Giampaolo Melchionna, che sta coordinando le indagini della squadra mobile della polizia di Grosseto, ha rilasciato ieri il nulla osta alla sepoltura del giovane. Sua madre, che è rimasta in Marocco con le sorelle del giovane, lo ha visto partire un anno fa circa e ora lo vedrà tornare a casa cadavere. Lo chiamava ogni mattina, da quando era riuscito ad arrivare in Italia, dove era rimasto, entrando nel giro dello spaccio grossetano. Un giro fatto quasi sempre di ragazzi appena ventenni, assoldati e mandati nei boschi dove i clienti, spesso italiani, non soltanto vanno ad acquistare droga, ma anche dove vengono in qualche modo accuditi: dove viene portato loro cibo e coperte, per ripararsi, o viene offerta ospitalità in casa per passare la notte, in cambio di una dose.
Il volto di Dakir è stato sfigurato dal colpo di fucile e il pm Melchionna, prima di rilasciare il nullaosta alla sepoltura ha dovuto procedere con l’esame del Dna. La genetista che si è occupata delle analisi aveva dato la disponibilità all’avvocato Alessandro D’Amato, incaricato dai parenti del giovane, a trasmettere gli esiti dell’esame prima del deposito della perizia. È stata riscontrata perfetta compatibilità con il Dna estratto dal cugino del giovane, che abita in Toscana da tantissimi anni. Ieri, ottenuto il nullaosta, l’agenzia funebre La Pace lo ha trasmesso subito al consolato del Marocco a Bologna, che ora sta aspettando la risposta da Casablanca per il rimpatrio, che potrebbe avvenire già con il volo di martedì, mentre sembra difficile che il feretro con il cadavere di Kadir possa tornare a casa sua già domani. La comunità marocchina di Grosseto aveva chiesto di poter organizzare una preghiera per il ragazzo, ma la salma è rimasta a lungo nella cella frigorifera dell’obitorio. Una volta arrivato nel suo paese, a Bni Yagrine, sarà sepolto secondo le indicazioni della sua religione, nello stesso cimitero che accoglie Bouazza Jarmouni. — f.G.
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