Finanza
Referendum e regionali Boccone dolce amaro per l’Anpi: ora riforme
Il presidente Flavio Agresti: «Il 30% al “no” non è poco» In Toscana soddisfazione «per lo scampato pericolo»
grosseto
A pochi giorni dalla consultazione elettorale, l’Anpi apre la sua riflessione sull’esito del voto referendario, che ha visto l’affermazione dei favorevoli alla riduzione dei parlamentari, e la sconfitta della linea del no, sostenuta dall’Anpi.
«Desidero ringraziare tutti gli iscritti all’Anpi, gli attivisti, gli antifascisti – dice Carla Nespolo, presidente nazionale – che si sono generosamente impegnati nella campagna referendaria a difesa dei valori e dello spirito della Costituzione. Ha prevalso il sì, ma l’esito del referendum è stato ben lontano dal risultato plebiscitario che i promotori della riforma avevano immaginato, e molto distante dal voto del Parlamento, che nella quasi totalità dei suoi membri aveva votato a favore della riforma stessa. Si apre una nuova fase in cui occorrerà contrastare gli effetti negativi del taglio dei parlamentari. Urge una nuova legge elettorale».
Anche il presidente provinciale grossetano Flavio Agresti fa le proprie considerazioni sull’esito del voto.
«Il 30% dei voti al no non sono poca cosa – dice Agresti –. Essi sono una garanzia contro derive allarmanti che potrebbero prender corpo nel nostro Paese, avendo questa vicenda messo in circolo istinti intrinsecamente antidemocratici, per quanto in buona fede da parte della maggioranza degli elettori. Adesso i sostenitori del sì dicono che la loro vittoria apre un percorso di “riforme”. Se nel dopo referendum non vi saranno le necessarie iniziative da parte dei vincitori, le solleciteremo; se quelle eventualmente proposte saranno finalizzate alla valorizzazione del parlamento, noi le sosterremo con tutta la nostra forza e determinazione. Se invece dovessimo sentire ragionamenti per i quali il pronunciamento del Paese sulla rappresentanza è l’anticamera ad ulteriori giri di vite ai danni degli eletti dal popolo, la nostra reazione sarebbe durissima come non mai per difendere la Costituzione e lo spirito della Resistenza».
Altro punto riferito al voto del 20 e 21 settembre è la soddisfazione dell’Anpi provinciale «per lo scampato pericolo dell’avvento al governo della Toscana di una destra egemonizzata dalle sue componenti illiberali, che avrebbe stravolto il volto della regione, il suo spirito pubblico oltre agli assetti economico-ambientali e civili», si legge in una nota dell’associazione.
«Auguriamo buon lavoro al nuovo presidente Giani e a tutto il consiglio regionale eletto – prosegue Agresti – collaboreremo nel segno della Costituzione e dei valori che la ispirano: l’antifascismo prima di tutti, la democrazia, la libertà e la dignità degli esseri umani, contro ogni forma di razzismo e di esclusione, l’uguaglianza e l’accoglienza. Ottimo il risultato di Follonica. Competevano, da una parte, soggetti tutti riconducibili all’antifascismo, riconfermati alla testa dell’Amministrazione; dall’altra, sia forze democratiche, con le quali vogliamo dialogare, sia componenti politiche che sul fascismo non hanno mai detto una parola chiara, consentendo il concorso di chi si professa ancora fascista». —
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