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Piovono donazioni sul Falusi Brenci: «Grazie di cuore a tutti»
Iniziarono nella fase più cruenta della pandemia con una raccolta di 1.500 euro Poi in tanti hanno donato anche presidi utilissimi per il benessere degli ospiti
massa marittima
C’è chi ha donato delle attrezzature e chi ha portato dei dolci, e c’è chi ha sottoscritto assegni a favore dell’istituto che si occupa degli anziani: le donazioni arrivate negli ultimi mesi all’istituto Falusi di Massa Marittima sono state molte e adesso il presidente Lorenzo Brenci vuole ringraziare per tutto quello che ha ricevuto.
Il primo pensiero è per Lucia Poccetti, figlia di Anna Castelli, che ha donato all’Istituto di Follonica, dove era ospitata la mamma, una sedia per la doccia, un cuscino anti decubito per la carrozzina, una talloniera, un apparecchio digitale per la pressione e delle confezioni di omogeneizzati: tutti presidi molto utili per il benessere degli ospiti; la donazione è frutto dell’assistenza e dell’affetto con cui il personale dell’istituto si è occupato dell’anziana madre, che è stata ospite della struttura fino a poco tempo fa. «Questa donazione segue diverse altre, sia di associazioni che di privati cittadini – spiega Brenci – e quindi voglio ringraziare tutti coloro che in questo difficile momento hanno voluto dimostrare un gesto di attenzione nei confronti del nostro istituto».
Brenci vuole inoltre ringraziare pubblicamente il personale delle varie strutture: «Persone – dice – che prestano un’assistenza continuativa e professionale agli ospiti anziani non autosufficienti delle residenze sanitarie assistite gestite dall’azienda pubblica di servizi alla persona perché è la qualità dell’assistenza che costituisce il vero elemento premiante».
Brenci, nominato presidente circa un anno fa e arrivato da Siena dove si è sempre occupato di Rsa, è colpito da quanto sia «caro ed emotivamente sentito l’Istituto» non solo per le citate donazioni, ma per il continuo interessamento alla situazione generale in cui opera l’ente e per la vicinanza dimostrata. «Non sfugge la delicatezza e la complessità di questo periodo storico – dice il presidente – La pandemia da coronavirus in atto ci ha costretto a chiudere le residenze, e i contatti fra familiari e ospiti: bruscamente interrotti a marzo, sono ripresi con t limitazioni e accorgimenti, che ci impediscono di tenere momenti pubblici e aperti; ciò nonostante, il Falusi si sente parte integrante della comunità, così come lo sono i nostri anziani, e queste dimostrazioni rafforzano il senso di una missione».
Le donazioni erano già partite in piena emergenza Covid quando, tramite una sottoscrizione, erano stati raccolti circa 1.500 euro che erano stati donati da associazioni locali e da semplici cittadini. Soldi che si erano trasformati in presidi come guanti, cuffie e mascherine per tutelare i lavoratori e gli ospiti. Un aiuto che era stato molto importante per fronteggiare l’epidemia. —
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