Il Tirreno

Grosseto

in tribunale 

Omicidio al Filare di Gavorrano, si va verso il processo

Francesca Gori
Omicidio al Filare di Gavorrano, si va verso il processo

Fissata l’udienza preliminare La procura ha chiesto il rinvio a giudizio per Mirko Meozzi  e Sonia Santi: sono accusati di aver ucciso uno spacciatore

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gavorrano

Si troveranno davanti al giudice per l’udienza preliminare Giovanni Muscogiuri tra due martedì, Mirko Meozzi, 45 anni di Scarlino e Sonia Santi, 34 anni di Suvereto, in provincia di Livorno, accusati di aver ucciso per rapinarlo, Bouazza Jarmouni, 25 anni, un ragazzo di origini marocchine che spacciava nei boschi del Filare di Gavorrano, ai bacini di San Giovanni.

È passato poco più di un anno dall’omicidio, avvenuto durante la notte tra l’11 e il 12 agosto, quando i due - stando alla ricostruzione fatta dai carabinieri della compagnia di Follonica e dai militari del nucleo investigativo di Grosseto, coordinati dal sostituto procuratore Anna Pensabene - erano andati nella zona boschiva per acquistare droga, senza però avere i soldi necessari per pagare nemmeno una dose, portando con sé una pistola, di proprietà della Santi. Probabilmente, con quell’arma la coppia voleva spaventare il ragazzo e rapinarlo. Ma un colpo è andato a segno, alla schiena del venticinquenne che stava scappando, uccidendolo. Un altro invece ha ferito il cugino del venticinquenne ucciso, Rahal El Jamouni, 21 anni.

Ora, per l’omicidio di Jarmouni e per il tentato omicidio di El Jamouni, il pm Pensabene ha chiesto il rinvio a giudizio di Meozzi e Santi, difesi dagli avvocati Roberto Cerboni e Loredana Giuggioli che dovranno decidere se chiedere di essere ammessi al rito abbreviato oppure se andare al dibattimento.

Meozzi fu portato al carcere di Terni pochi giorno dopo il suo arresto perché aveva ricevuto - a Grosseto - minacce da parte di alcuni connazionali del giovane ucciso. Ora è in una comunità terapeutica e si sta disintossicando mentre la Santi è agli arresti domiciliari, dopo essere stata portata in carcere, a giugno scorso: la procura aveva fatto ricorso in Cassazione contro la sentenza del Tribunale del riesame del settembre scorso.

Meozzi e Santi, quando sono stati arrestati dai carabinieri, non hanno dato una versione univoca di quello che era successo ai bacini di San Giovanni, a pochi chilometri dal borgo di Gavorrano, dove era in corso la manifestazione “Calici di stelle”. In paese c’era gioia, allegria, si faceva festa. Poco lontano, nel buio della notte, i due erano invece arrivati a bordo di una Fiat Punto con una calibro 9x21 detenuta regolarmente dalla Santi. Erano andati lì per comprare qualcosa: un po’ di hashish, cocaina. Lo scambio, quella notte, non è mai avvenuto: erano stati esplosi invece diversi colpi di pistola uno dei quali mortale. Il corpo del ragazzo era stato trovato poche ore dopo dai carabinieri, indirizzati in quel posto isolato dal cugino del giovane spacciatore. Meozzi e Santi ora dovranno affrontare l’udienza preliminare e il processo per omicidio e tentato omicidio. —

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