Italia
Caseificio sociale Contratto rinnovato Plaudono i sindacati
manciano
Nello scorso agosto nei locali del Caseificio sociale di Manciano, è stato rinnovato il contratto integrativo aziendale, scaduto il 31 dicembre 2019. A darne notizia i rappresentanti sindacali di categoria, il segretario provinciale Flai Cgil, Pier Paolo Micci, e Federico Capponi, segretario generale Uila Uil, insieme ai rappresentanti sindacali Paolo Materazzi (Flai), e Giampiero Biscontri (Uila).
«Il nuovo contratto, che avrà una vigenza di quattro anni, è scadrà il 31 dicembre 2023 – spiegano Micci e Capponi – è stato il frutto di un lavoro congiunto, voluto da entrambe le parti sindacali e datoriali, iniziato prima dell’emergenza Covid. Lavoro che ha avuto come obiettivo l’innalzamento dell’asticella rispetto alla qualità del lavoro e alla produttività. Introducendo parametri che non avranno solo lo scopo di migliorare le condizioni economiche dei lavoratori, ma anche quello d’incrementare la produttività; ovverosia la quota di fatturato per addetto. Infatti dal punto di vista economico la percentuale del monte salari su cui calcolare il premio di produzione passa dal 3 % al 5%. Incentivo economico che in virtù della normativa sulla produttività sarà tassato al 10% anziché al 23-27%». Altro punto qualificante è quello della durata dei contratti, che per gli avventizi storici sarà annuale e non più semestrale [...]. Un’azienda come il Caseificio di Manciano non dà così solo un segnale positivo a tutto il settore caseario messo a dura prova dall’emergenza Covid. Ma ci fa riflettere sul principio fondamentale per cui la qualità del prodotto va di pari passo con la qualità del lavoro». —
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