Gioco
Unicoop, disdetta rinviata Si tratta sul nuovo contratto integrativo
PIOMBINO
Trenta giorni in più rispetto all’ultimatum del 1º ottobre. Unicoop Tirreno proroga al 31 di questo mese la data di disdetta del contratto integrativo aziendale, che avrebbe dovuto scattare oggi.
La decisione, dicono dal quartier generale di Vignale Riotorto «è finalizzata a proseguire il confronto costruttivo coi sindacati e raggiungere un accordo per il rinnovo». Ma si precisa anche che «la scadenza non è ulteriormente prorogabile».
Gli accordi sindacali sono scaduti il 30 maggio. L’annuncio della disdetta dato alla fine di giugno dal direttore generale di Unicoop Tirreno Piero Canova venne motivato con l’esigenza di «creare una discontinuità» a fronte di una discussione «avviata ormai quasi due anni fa con i sindacati». Adesso la proroga. Trenta giorni in cui proseguire gli incontri con le organizzazioni sindacali, con l’obiettivo di «definire auspicabilmente un nuovo contratto integrativo aziendale che – dicono dal quartier generale Unicoop Tirreno –, a giudizio della cooperativa, dovrà rispettare due principi: coerenza nell’equilibrio tra costi e risultati aziendali e maggiore equità tra i lavoratori».
La partita coinvolge circa 3.800 dipendenti, il 93 per cento dei quali sono con contratto a tempo indeterminato.
Di questi circa la metà non ha accesso a parte dei benefici definiti nell’attuale contratto integrativo, che è stato siglato nel 2006. Ovvero, in un contesto di mercato e una situazione della società cooperativa completamente diversi da quella di oggi.
Tanto che dal quartier generale della cooperativa non si è mancato di sottolineare che si tratta del secondo integrativo più oneroso tra quelli delle grandi cooperative in Italia, con un costo di dieci milioni di euro all’anno e un’incidenza del dieci per cento sul costo totale del lavoro. E a questo affiancano il contratto nazionale, che prevede un’onerosità media superiore tra l’1 e l’1, 5% rispetto agli altri contratti nazionali del settore servizi.
Unicoop Tirreno ricorda l’impegno in questi mesi di preavviso per il raggiungimento di un «accordo condiviso con i sindacati, presentando proposte concrete e offrendo una piena disponibilità al confronto, finora svolto in un clima costruttivo e collaborativo». E sottolinea: «Nel caso non venisse raggiunto un accordo per un nuovo contratto integrativo, a partire dal 1º novembre 2020 la cooperativa applicherà ai propri dipendenti esclusivamente la normativa di legge e la contrattazione nazionale, fatta salva l’eventuale emanazione di un regolamento aziendale». –
m. m.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google