Gioco
Ti scrivo una poesia sulla saracinesca: così si riporta la bellezza laddove non c’è
Scrittori, avvocati, psicologi, insegnanti del gruppo Porta-Voce lanciano l’iniziativa: parole per far parlare fondi sfitti
GROSSETO. Riportare bellezza in città attraverso la poesia che invade le saracinesche dei fondi sfitti o i muri coperti di scritte. Da alcuni giorni circola su Facebook l’appello per il progetto “Poesia in strada” lanciato dal gruppo Porta-Voce che presto si costituirà anche come associazione di promozione sociale e che è aperto a chiunque voglia aderire e contribuire.
Ne fanno parte grossetani dalle diverse esperienze ma accomunati dalla volontà di occuparsi del mondo della scuola e dei giovani nella nostra città, con uno sguardo ampio che abbraccia temi diversi, dalla devianza alla questione occupazionale al problema degli spazi di aggregazione che mancano.
Tra i promotori ci sono David La Mantia, scrittore, poeta e docente, e l’avvocata Gabriella Capone che nel suo lavoro si occupa spesso di minori. La prima proposta con cui il gruppo si presenta è un appello ai commercianti, ai cittadini e alle scuole che vogliano mettere a disposizione muri e saracinesche per ospitare le poesie. «Non vogliamo cambiare il mondo ma renderlo più bello – dice David La Mantia – Non è un’idea originale, io stesso ho avuto allievi che facevano parte del Mep (Movimento per l’emancipazione della poesia) e tappezzavano di poesie la città, a Grosseto come altrove. Riprendiamo quello spirito lì e riportiamo bellezza e pensieri positivi dove ci sono solo muri anonimi e saracinesche chiuse». «La poesia in strada fa parte della street art – osserva Gabriella Capone – Il nostro obiettivo non è organizzare un festival o un concorso ma armarci di materiali, colori e versi per decorare la città». Anche altri membri di Porta-Voce sottolineano le potenzialità del progetto. Per la psicologa e psicoterapeuta Maria Paola Moretti con questa iniziativa «le poesie vivono le nostre strade» mentre per l’assistente sociale Lucia Vitelli bisogna «animare e prendersi cura della propria città come ci si prende cura di casa propria. Non è una questione estetica ma fa bene all’animo di chi guarda e di chi si impegna a farlo. La poesia come qualsiasi esternazione gentile e positiva porta all’essere propositivi». Del gruppo fa parte anche una studentessa universitaria, Elisa Vichi: «Come membro più giovane vorrei che iniziative come queste portassero i miei coetanei ad interessarsi di più del vissuto sociale, portando la propria voce e partecipando attivamente per migliorare Grosseto».
Secondo l’insegnante Cristina Morena Malandra la poesia in strada può aiutare «contro l’imbrattamento incontrollato, purché vengano coinvolti i ragazzi». «Si abbassano le saracinesche e si aprono delle pagine in attesa di parole – osserva Marcello Campomori – Parole ancora da dire, parole nuove. Il nostro sogno è avere tanti luoghi dove chi non è mai ascoltato possa dire una parola, lasciando un segno di bellezza nella nostra città».
L’appello di Porta-Voce non è caduto nel vuoto: tanti poeti e poetesse sono già pronti a donare i loro versi in forma anonima. Tante le adesioni, da Donatella Guerriero, amministratrice del gruppo Facebook “Cara Grosseto vorrei dire qualcosa” alle scrittrici Agata Florio e Dianora Tinti dell’associazione “Letteratura e dintorni” all’imprenditore Michele Benelli. Chi vuole aderire all’appello può contattare su Facebook gli amministratori del gruppo. Una volta conclusa questa prima fase di ricognizione e raccolta delle adesioni, fanno sapere i promotori, verrà fatta una riunione organizzativa e verranno chieste le necessarie autorizzazioni al Comune. —
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