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la cerimonia 

Quando la luce elettrica arrivò a Pitigliano

Quando la luce elettrica arrivò a Pitigliano

Domani l’apposizione di una targa in ricordo dell’ingegner Temistocle Sadun e dell’evento del settembre 1898

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pitigliano

Domani viene ricordato l’uomo che portò la luce elettrica in paese: alle ore 16,30, nel piazzale panoramico della Madonna delle Grazie, cerimonia con l’apposizione di una targa commemorativa in ricordo dell’ingegner Temistocle Sadun.

Parteciperanno i familiari e il sindaco di Pitigliano Giovanni Gentili. Sarà inoltre presente lo storico e insegnante Franco Dominici, che negli anni ha scritto diversi articoli dedicati a Sadun e che sta pubblicando anche un nuovo libro in cui raccoglie una parte di queste testimonianze, dal titolo “Fascismo, Resistenze e altre storie in Maremma, edito da effigi. «Temistocle Sadun è stato per l’epoca un grande innovatore, una mente illuminata – commenta il sindaco Gentili – capace di progettare grandi opere che migliorarono le condizioni di vita e di lavoro nel nostro territorio. Lo vogliamo ricordare come l’uomo che portò la luce elettrica in paese ma anche come l’ingegnere che ha progettato il nostro bellissimo Palazzo comunale. L’apposizione della targa nasce da una richiesta di M5s su proposta dell’ex consigliere Carrucoli, insegnante di italiano e storia, che ne aveva parlato, negli anni scorsi, con alcuni studenti delle sue classi della scuola secondaria di primo grado di Pitigliano. Il Comune ha accolto con grande entusiasmo questa idea e finalmente, dopo il lockdown, abbiamo potuto dedicare un momento di ricordo all’operato di Sadun».

Il Comune ricorda che l’evento era stato celebrato con un articolo di tre anni fa sul Corriere del Tufo, dal quale era stato citato il manifesto della giunta municipale, dell’11 settembre 1898, quello dell’annuncio dell’arrivo dell’illuminazione elettrica. La luce elettrica sostituiva definitivamente la vecchia illuminazione a petrolio a Pitigliano e anche a Sorano, ricorda tra l’altro l’articolo di Franco Dominici, dove fu attivato un servizio con 30 lampadine per una potenza complessiva di 350 candele. Il manifesto del sindaco Petruccioli terminava con le lodi in favore di colui che aveva realizzato “un’opera si bella e importante”: l’ingegner Temistocle Sadun, ebreo di origini pitiglianesi residente a Manciano. La produzione di energia elettrica nella zona derivava da un impianto costruito sul fiume Lente, nel comune di Sorano, cioè l’Officina Elettrica di località Acquadalto, di proprietà dell’ingegnere Sadun, che era dunque l’appaltatore del servizio e che dopo Sorano e Pitigliano “illuminò” le frazioni più grandi, come S. Quirico nel 1903, e poi anche il comune di Latera, in provincia di Viterbo. —

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