Proteste
Peculato, Pesucci si difende «Le strade erano pericolose»
Parla l’ex sindaco a processo e cita Dante: secondo la Procura i lavori erano stati messi in cantiere per ottenere il voto alle elezioni che erano alle porte
grosseto
Ad un certo punto della sua deposizione, Elismo Pesucci cita Dante. «Una strada porta al Castello della Sabatina, dove si rifugiò Guido di Montfort durante il processo in cui era imputato per l’assassinio di Enrico di Cornovaglia. Un episodio raccontato anche nella Divina Commedia, che richiama i turisti. Una strada insomma che esiste dal 1200».
Quella della Sabatina è una delle strade finite al centro di un processo per peculato, di cui sono accusati due ex sindaci di Campagnatico, Pesucci appunto e Fabrizio Tistarelli, insieme ad altre tre persone, amministratori e responsabili dell’azienda edile Edilbrizzi. Secondo l’accusa, i due ex primi cittadini avrebbero avuto dei vantaggi elettorali in occasione delle amministrative del 2007 dietro a dei lavori di asfaltatura su strade vicinali e consorziali. «I lavori sulle strade li stavamo facendo da molti anni», ha puntualizzato in aula lo stesso Pesucci, chiamato a testimoniare.
Nell’aula d’assise del tribunale di Grosseto, ieri mattina, si tenuta l’ultima udienza del processo prima della sentenza, attesa per dicembre. Un procedimento figlio della più ampia inchiesta “Amici Miei” su presunti illeciti amministrativi consumati nel borgo, da cui Pesucci è uscito assolto.
L’accusa di peculato però ha preso un altro binario: secondo la Procura di Grosseto, poco prima delle elezioni del 2007, in cui Tistarelli correva per la fascia tricolore e Pesucci, finito il suo mandato da consigliere, l’amministrazione diede il via a una serie di asfaltature e lavori su tratti di strade vicinali che avrebbero interessato non tanto il bene comune, quanto l’elettorato favorevole alla lista dei due amministratori.
Tra le aggravanti contestate, infatti, c’è anche il voto di scambio. I lavori furono poi commissionati alla Edilbrizzi per un totale di 290.800 euro. «Quelle sono strade ad uso pubblico: per loro stessa natura interessano qualsiasi cittadino», ha spiegato Giuliano Barontini, consulente della difesa rappresentata dall’avvocato Massimiliano Arcioni.
La storia di queste strade, poi, è stata raccontata in aula da Pesucci nel corso della sua deposizione, partendo dalla morfologia. «Il territorio del comune di Campagnatico è molto grande e interessa pochi abitanti – le parole dell’imputato – Il 70 per cento di questi vive in case sparse». Insomma, poderi. «Le strade quindi sono fondamentali – ha proseguito Pesucci – Una prima delibera del 1960 attestava che le strade vicinali passassero al Comune, poi la riforma agraria con l’Ente Maremma ha portato agli espropri dei grandi latifondi».
Così, l’Ente portò la costruzione di nuove case sulle colline, allontanandole dalla piana alluvionale dell’Ombrone. «Così sono nati gli agglomerati e dopo i consorzi», parole di Pesucci.
La viabilità di campagna insomma sarebbe sempre stata al centro dell’azione amministrativa di Campagnatico. Azione, a detta dell’ex sindaco, che si sarebbe concentrata a partire dal 1998, quando le casse comunali iniziarono a registrare discrete entrate con gli oneri i urbanizzazione, a cui si aggiungevano i contributi a fondo perduto per le cave. «Soldi che abbiamo usato per investire sulle strade già dall’inizio degli anni Duemila – ha rimarcato Pesucci – C’erano situazioni di pericolo, dovute allo stato del manto oppure alla forte pendenza. Richieste in questo senso ci sono arrivate sia per lo scuolabus, ma anche dal settore della sanità, visto che non era semplice poter fare visite a domicilio».
«Ma tra i firmatari della vostra lista c’erano anche persone che hanno goduto di questi lavori? », è stata la domanda di Arcioni. «Forse una o due, ma sono ininfluenti», ha risposto il suo assistito. «A Campagnatico per presentare una lista elettorale basta un minimo di trenta firme, che non ci vuole nulla a raccogliere – ha concluso – Non occorreva certo fare dei lavori simili».—
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