Dimore di grande fascino Il Giardino della Ferriera si apre al grande pubblico
È un luogo incantevole a Pescia Fiorentina curato da Giuppi Sgaravatti Pietromarchi: «Ogni fiore è frutto di una passione»
capalbio
Il Giardino della Ferriera di Pescia Fiorentina apre le sue porte al pubblico. L’occasione per ammirare le piante e gli alberi frutto della cura e della passione della padrona di casa, Giuseppina “Giuppi” Sgaravatti Pietromarchi, sarà la Giornata Nazionale delle Dimore Storiche Italiane che si svolgerà domenica 4 ottobre. In Toscana apriranno gratuitamente 105 dimore storiche, di cui una a Capalbio: Villa La Ferriera. La villa è una delle pochissime case vincolate nella zona di Capalbio insieme alla Dogana, villa Puccini e a Garavicchio.
A raccontare al Tirreno la storia e l’amore verso Villa La Ferriera è la sua proprietaria, Giuseppina Sgaravatti Pietromarchi. «La villa venne costruita fra la fine del 1700 e gli inizi del 1800 dalla famiglia Vivarelli Colonna che avevano comprato La Ferriera dove veniva fuso il ferro che veniva portato dall’isola d’Elba, depositato sulla spiaggia e tramite il fiume Chiarone grazie alle chiatte e ai muli veniva portato fino alla Ferriera dove c’erano anche le stalle che facevano parte del complesso». La Ferriera funzionò fino al 1870 e poi cadde in disuso. Giuppi Sgaravatti e il marito, il diplomatico Antonello Pietromarchi, comprarono la proprietà nel 1967. «La villa era una rovina – ricorda– e la Ferriera era completamente ricoperta di vegetazione. Un po’ alla volta facemmo dei lavori per rendere la casa abitabile. Fu grazie al professor Giovanni Urbani, direttore dell’istituto del restauro di Roma e con il professor Giorgio Torraca dell’istituto Iccrom di Roma iniziammo a liberare la Ferriera dai rovi. Venne chiamata l’università inglese che venne a fare degli studi e poi, poco alla volta, lo stabile tornò alla luce». La coppia aveva capito l’importanza della struttura. Lo capì anche la Soprintendenza di Siena che iniziò dei lavori di restauro che durarono alcuni anni. Nel tempo però i soldi sono finiti e tutto rimase così. Al momento la Ferriera non è visitabile perché non in buone condizioni. «Si spera che, vista la sua bellezza, qualcuno ci aiuti a rimetterla in sesto».
Quello che verrà aperto al pubblico sarà il giardino. Giuppi Sgaravatti, cresciuta alla scuola del padre Benedetto Sgaravatti, grande vivaista, considera il suo giardino il suo sesto figlio. Qui i visitatori potranno ammirare, oltre a olivi e pini, piante che Giuppi ha raccolto nei viaggi, in Australia, Africa. Ogni fiore è il frutto di una grande passione che durante il lockdown ha trasmesso all’ultima delle sue nipoti di un anno e mezzo. Fiori e piante non vanno solo messi a dimora ma vanno curati, assistiti e amati con costanza. Questo fa da anni Giuppi nella sua Villa La Ferriera. Domenica questa passione si potrà ammirare gratuitamente.
Per prenotare la propria visita: www.associazionedimorestoricheitaliane.it/158-dimora-villa_la_ferriera. –
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