Montieri invaso dal fango, chiesto lo stato di calamità. Giani: "Non siete soli"
Il neo presidente della Regione Giani ha incontrato subito il sindaco Verruzzi. Uno smottamento provocato dall’acqua: era stata tagliata parte del bosco
MONTIERI. Suppellettili andate perdute nelle cantine, abitazioni allagate, strade spaccate, persino i tombini delle fognature sono saltati quando l’onda di fango e detriti è arrivata nel parcheggio davanti al Comune.
A Montieri è partita la conta dei danni dopo la frana avvenuta nella notte tra giovedì e venerdì, quando un nubifragio ha provocato il distaccamento di una parte della collina che sovrasta il borgo. Un disastro su cui i tecnici continuano a indagare per capirne l’origine. Ma intanto, il Comune ha già inviato una pec agli uffici della Regione Toscana per la richiesta dello stato di calamità, che sarà formalizzata all’inizio della prossima settimana dopo un passaggio in giunta.
I danni ci sono stati e sono ingenti, sebbene ancora non quantificati.
In paese proseguono ancora le operazioni di rimozione dei detriti e solo dopo potrà partire una stima precisa di quel che è andato perso con la frana. Al momento, l’impressione è che i danni maggiori siano quelli al patrimonio pubblico.
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La Regione comunque è pronta a fare la sua parte: lo ha garantito lo stesso neo presidente Eugenio Giani, arrivato a Montieri nel giorno stesso del disastro per toccare con mano quel che il maltempo ha fatto in paese.
«Ho assicurato al sindaco e alla popolazione il massimo impegno della Regione nel recupero e ripristino» spiega Giani. Poco dopo la fine del loro incontro, il sindaco Nicola Verruzzi ha inviato anche un messaggio attraverso i social: sia per ringraziare tutti coloro (e sono centinaia) che stanno contribuendo al ritorno alla normalità del paese, sia per mandare un appello ai propri cittadini. «La vicinanza ed il sostegno sono linfa e stimolo enorme ed essenziale per affrontare le avversità dei prossimi giorni e per combattere con ancora più forza – scrive il sindaco – Invito la cittadinanza a collaborare attivamente con le operazioni che riprenderanno da domani (ieri, ndr) mattina a lasciare libere vie e strade interessate dai lavori ed a pazientare poiché i vari servizi, nei prossimi giorni, subiranno inevitabilmente ritardi o modificazioni».
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A Montieri insomma sono già tutti all’opera per cancellare quanto prima il passaggio di questa ondata di maltempo. «Ci vorrà tempo ma vinceremo anche questa, ennesima, battaglia – assicura Verruzzi – Un evento eccezionale ci ha fatti traballare ma, di certo, non ci abbatterà. Ci vorrà tempo, lavoro, impegno, risorse ma anche stavolta risorgeremo».
I tecnici del Comune però sono impegnati anche a capire l’origine della frana, perché il rischio corso la notte scorsa non si manifesti mai più. L’idea, stando ai primi sopralluoghi, è che la grande quantità di pioggia (70-80 millimetri in meno di un’ora) caduta sul suolo friabile della collina (non è duro o sassoso) abbia portato giù con sé uno strato superfluo a monte di terreno, creando la frana che poi si è riversata sulle strade. Su quel versante del peggio, sono già stati molti gli interventi nel corso del tempo, ma non sono bastati.
Le indagini quindi mirano a capire quali elementi abbiano influito nel creare il fenomeno: tra le ipotesi al vaglio, anche le modalità del taglio del bosco nella zona delle Colline Metallifere, un taglio che non avrebbe seguito criteri precisi, aumentando così il rischio idrogeologico, che poi si è manifestato.
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