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Anche Verdiani lascia il Misericordia Il 30 ultimo giorno poi sarà a Poggibonsi

lina senserini
Anche Verdiani lascia il Misericordia Il 30 ultimo giorno poi sarà a Poggibonsi

Il primario di Medicina sarà più vicino alla sua residenza Con lui sono stati avviati importanti percorsi ambulatoriali 

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GROSSETO

Mercoledì sarà l’ultimo giorno di lavoro a Grosseto per Valerio Verdiani, direttore della Medicina interna del Misericordia, dal 1° ottobre in servizio all’omonima unità operativa dell’ospedale dell’Alta Val d’Elsa, a Poggibonsi.

A differenza degli altri colleghi che hanno lasciato o stanno lasciando il presidio grossetano (il chirurgo Paolo Pietro Bianchi dal 1° settembre a Milano, il ginecologo Fabrizio Signore, da giovedì a Roma, e l’immunoematologo Fabrizio Niglio, di rientro a Livorno e Pisa), Verdiani resta nell’organico della Asl sud est, ma in una sede meno lontana dalla sua residenza, a Firenze.

Una scelta anche in questo caso dettata dalla volontà di riavvicinarsi a casa, perché, dice, «la mia esperienza al Misericordia è stata estremamente positiva sul piano professionale e umano». Verdiani continuerà fino all’ultimo a dare il proprio contributo per non lasciare niente in sospeso al momento di passare le redini al facente funzione, ancora non individuato e che avrà il compito di traghettare l’unità operativa verso la nomina del nuovo direttore, per il quale la Asl ha già chiesto la pubblicazione del bando.

Arrivato a Grosseto da Careggi nel 2012, nella difficile fase di transizione all’intensità di cura, Verdiani, specializzato anche in Cardiologia e in Gastroenterologia, si è trovato a gestire il progressivo aumento dei degenti e la riorganizzazione delle attività ambulatoriali. I risultati del suo lavoro lo hanno premiato. «Fin dall’inizio – spiega – ho ritenuto che la Medicina interna dovesse esercitare appieno la sua specialità, prendendosi cura dei pazienti complessi e talvolta critici, che arrivavano all’ospedale in numero sempre maggiore. Siamo passati dai 1250 ricoveri all’anno del 2012, agli oltre 2mila degli ultimi tre anni. Una crescita del 60 per cento che ci ha portato ad essere l’unità operativa a più ampia casistica di tutta l’Asl sud est».

Inoltre grazie al collegamento tra ospedali, la Medicina interna di Grosseto collabora alla gestione dei pazienti clinicamente più seri ricoverati nelle altre strutture del territorio, nell’ottica di rete su cui si basa l’assistenza ospedaliera aziendale. Un impegno particolare, che ha avuto grande importanza nel momento acuto della pandemia, con l’aumento di posti letto per i pazienti no-Covid in area medica. «Molto ha contribuito la stretta collaborazione con il direttore del Dea, Mauro Breggia, per gestire al meglio i momenti di sovraffollamento e di particolare criticità», spiega Verdiani.

Sotto la sua direzione, sono stati avviati importanti percorsi ambulatoriali, come quello per la post-dimissione e per lo scompenso cardiaco, oltre a consolidare l’attività del centro Tao (Trattamento anticoagulanti orali) più grande della zona. Molto è stato investito in ricerca, formazione e aggiornamento, incrementando la diagnostica strumentale al letto del paziente, organizzando corsi di pronto intervento intraospedaliero, ma anche meeting a Grosseto e portando i lavori svolti al Misericordia a congressi nazionali ed internazionali. «Tutto questo non sarebbe stato possibile senza i miei collaboratori medici, un’equipe di altissimo livello professionale, con un’encomiabile dedizione e disponibilità», ci tiene a precisare Verdiani, sottolineando anche l’ottima collaborazione con la componente infermieristica, a partire dalla responsabile e dai coordinatori.

«Auguro alla Medicina interna di Grosseto di continuare a essere protagonista e motivo d’orgoglio per chi ci lavora e per la comunità. Personalmente, sono molto soddisfatto di questi anni al Misericordia e saluto con affetto la cittadinanza che mi ha accolto, i colleghi, gli infermieri e tutti coloro con i quali ho lavorato», conclude Verdiani. —

lina senserini

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