Il Tirreno

Grosseto

lutto/2 

Montepescali piange il conte Gualtiero Venier «Amava questa terra»

Francesca Ferri

2 MINUTI DI LETTURA







montepescali

Questa era la terra che la sua famiglia aveva contribuito a far emergere dalla palude, terra strappata all’acqua, che sarebbe diventata Maremma. Da centocinquant’anni la sua nobile casata aveva legato indissolubilmente il proprio nome a quell’angolo di Maremma che si stende ai piedi di Montepescali.

Ed è proprio qui, in questa terra amata profondamente, nella propria tenuta, che il conte Gualtiero Venier aveva espresso la esplicita volontà di tornare per l’ultimo commiato, avvenuto prematuramente a causa di una malattia. Qui, nel suo letto, si è spento ieri mattina a 72 anni, circondato dall’amore dei propri familiari.

Il conte Gualtiero Venier era nato il 27 giugno del 1948, figlio della contessa Maria Luisa Grottanelli, di nobile e antica stirpe senese, e del conte Sebastiano Venier, di altrettanto antico casato fiorentino. Gualtiero e i fratelli, Antonfrancesco e Caterina, erano nati al ritorno di Sebastiano dall’India, dove era rimasto prigioniero degli inglesi per sei anni durante la seconda guerra mondiale.

Sposato con Isabella Raffo, figlia dell’imprenditore carrarese del marmo Luigi Raffo (suoi i marmi dell’Opera House di Sydney e dell’ingresso del Palazzo di vetro dell’Onu a New York), dal matrimonio sono nati due figli: Sebastiano e Luigi.

Imprenditore agricolo, si occupava dell’azienda di famiglia nella tenuta nella piana di Montepescali. Era inoltre componente del consiglio di Confagricoltura.

«Papà era un profondo amante della Maremma – ricorda il figlio Sebastiano – e gli piaceva molto stare a Montepescali. Era una persona riservata, non direi schivo, ma che amava la tranquillità».

Sua grande passione era la caccia, una tradizione di famiglia, tanto che la tenuta, per lunghissimi anni, fino alla scomparsa della contessa Maria Luisa Grottanelli nel 2014, ogni 8 dicembre organizzava la braccata dell’Assunta all’interno della tenuta di Montepescali, che richiamava oltre un centinaio di cacciatori e altrettanti cani in azione. Purtroppo un anno fa la scoperta di una malattia per la quale il conte si era curato prima a Pisa e poi con una cura sperimentale, che non aveva però dato il risultato sperato.

I funerali si tengono stamani alle 11 nella chiesa dei santi Stefano e Lorenzo di Montepescali. La Fondazione Grosseto Cultura, per bocca del presidente Giovanni Tombari, esprime cordoglio e vicinanza al vicepresidente Sebastiano Venier per la scomparsa del padre. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web