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Bimbo morto, continua la raccolta di testimonianze dei soccorritori

Bimbo morto, continua la raccolta di testimonianze dei soccorritori

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È proseguita anche ieri la raccolta di testimonianze dei soccorritori e dei familiari per ricostruire quanto è successo nel tragico primo pomeriggio di martedì scorso a Manciano, quando un bambino di 18 mesi è morto dopo oltre un’ora di disperati tentativi di rianimazione.

Era stato il babbo a precipitarsi dai soccorritori, con in braccio il bimbo in condizioni disperate, gridando: «Mio figlio non respira».

Il personale del 118 e i soccorritori della Misericordia avevano cercato in tutti i modi di rianimarlo, all’interno dell’ambulanza nella piazza del paese. Ma, purtroppo, invano.

Ancora invece non è stato dato incarico al medico legale che dovrà eseguire l’autopsia, necessaria a stabilire le cause della morte.

La salma del piccolo – che era nato a marzo del 2019 – è a disposizione della magistratura. Solo una volta eseguito l’esame autoptico la salma del piccolino potrà essere restituita alla sua famiglia, distrutta dal dolore, e potranno essere fissati i funerali.

Resta sotto sequestro anche l’abitazione, che si trova a Manciano, nella quale il bambino viveva insieme ai genitori e a un altro fratellino più grande.

La famiglia è sotto choc, il padre e la madre del bambino sono andati ad abitare dai familiari. Tutta la comunità è profondamente scossa da questa tragedia. —



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