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Ballottaggio a Follonica: Benini-Di Giacinto, scintille al faccia a faccia
Accuse e repliche nel confronto tra i candidati: domani con Il Tirreno in edicola il resonto della serata, punto per punto - Le foto
FOLLONICA. È stato un dibattito molto acceso e che ha visto una grande partecipazione di pubblico quello tra i candidati sindaco di Follonica, Andrea Benini e Massimo Di Giacinto, che si è tenuto ieri sera, martedì 15 settembre, al Golfo del Sole Hotel & Holiday Resort di Follonica, in vista del ballottaggio del prossimo 20 e 21 settembre.
Organizzato dal Tirreno, vi hanno partecipato il direttore della testata, Fabrizio Brancoli, e il caposervizio della redazione di Grosseto, Emilio Guariglia, che ha moderato l'incontro insieme alla giornalista Giulia Sili.
Un incontro per conoscere i candidati, ascoltare dalla loro viva voce le proposte e le idee e, chissà, magari per scoprire, dall'una e dall'altra parte, inaspettate argomentazioni, proposte inattese, impegni nuovi. Perché, come ha ricordato il direttore Brancoli tessendo un sorprendente “elogio dell’indeciso”, è bello partecipare a un dibattito politico avendo già chiare le idee e la scelta, ma lo è altrettanto esserci per ascoltare e magari cambiare scelta e idea sulla base di fatti e contenuti.
Anche per questo Il Tirreno ha cercato di coinvolgere il più possibile i cittadini follonichesi che andranno al voto, ponendo ai candidati in gran parte domande formulate proprio dai cittadini stessi e inviate nei giorni precedenti l'incontro alla redazione del giornale.
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Nei giorni scorsi in tanti hanno scritto formulando i propri quesiti. Benini e Di Giacinto hanno parlato di problemi sociali, di recupero dell'ex Ilva, di turismo e di prospettive future ma hanno anche fatto un bilancio degli ultimi mesi, divisi tra l'emergenza sanitaria e il commissariamento comunale. Proprio nel momento in cui i candidati hanno affrontato l'argomento del commissariamento, si sono vissuti momenti di tensione.
A Benini e Di Giacinto era stato chiesto di fare un bilancio degli ultimi mesi durante i quali il Comune è stato guidato dal commissario prefettizio Alessandro Tortorella.
Benini
«Complessivamente Tortorella ha svolto il suo impegno nel migliore dei modi, soprattutto nella gestione dell'emergenza sanitaria – ha detto Benini – Ci sono però cose che sono rimaste fatalmente indietro: penso alla questione del commissariato di polizia, del polo sanitario e del polo assistenziale. Ci sono situazioni in cui l'amministrazione deve marcare stretto. Ci sono altre questioni che sono invece andate avanti: penso ad alcune realizzazioni come l'intervento sul parcheggio della piscina comunale, che è un intervento importante, che è stato concluso durante il commissariamento. Diciamo che complessivamente l'impegno è stato tanto con alcuni misure, sul tema della sicurezza, che io non avrei applicato e che continuo a non condividere».
Di Giacinto
Di Giacinto ha lodato il lavoro di Tortorella e ha poi pronunciato alcune frasi che sono state fortemente criticate: «Per quanto mi riguarda io do un giudizio estremamente positivo della gestione commissariale. Ho condiviso molti interventi di sostengo all'economia e ho apprezzato l'estensione delle concessioni demaniali, cosa che avrei fatto io stesso se fossi stato sindaco. Tortorella ha fatto anche operazioni che avevamo proposto noi. Faccio però una valutazione di principio – ha continuato Di Giacinto – secondo me i cittadini follonichesi, guidati da 73 anni dalla sinistra molto spesso hanno confuso i diritti i piaceri. In questa fase commissariale molti si sono resi conto che non è importante avere l'amico sindaco o l'amico assessore per avere quello che spetta: basta andare negli uffici, basta fare le richieste giuste e non essere accompagnati per poi avere qualcosa in cambio dal punto di vista politico. Noi siamo per i diritti e non per i piaceri e questo ha dimostrato la gestione commissariale».
La polemica
La risposta ha generato molto malumore tra il pubblico e in tanti hanno chiesto al candidato di fare i nomi e di denunciare quanto affermato se ritenuto vero. Benini ha quindi replicato: «Quello che ha detto Massimo è semplicemente gratuito, grave e inaccettabile. La mia esperienza personale: Ci sono persone che si sono presentate brandendo la tessera del Pd o della Margherita e che ancora oggi devono avere la casa popolare. La casa popolare ce l'ha solo chi ha diritto di averla, e così è andato per tutto quello che ha riguardato la mia esperienza personale». Di fronte alle affermazioni del candidato del centrodestra l'ex vicesindaco Andrea Pecorini, seduto in prima fila tra il pubblico, ha lasciato la sala: «Ai "piaceri" non ci sto – ha detto – è stato fatto un discorso che non si può ascoltare. La parola "piaceri" in politica non si può sentire».
Il futuro dell'ex Ilva
Dopo l'acceso momento di discussione, ristabilita la calma, i candidati hanno parlato del futuro dell'ex Ilva: «Nel mio programma si parla di abbattere le mura magonali di fronte alla chiesa di San Leopoldo, un muro che non ha un valore artistico particolare e potrebbe essere abbattuto in parte per aprire il comprensorio alla città. Ho visto scatenarsi polemiche ma restituire il nucleo storico alla città non mi sembra una pazzia. C'è poi un problema alla base che è quello dell'acquisizione del patrimonio comunale: l'ex Ilva deve essere acquisita. Si sono fatti investimenti e ma il Comune paga ancora 180 mila euro all'anno. Prima di fare altro dobbiamo acquisirlo».
«Vi aggiorno – ha replicato Benini – Il Comune di Follonica dal 2015 non paga più il canone al demanio, è compensato grazie all'operazione che ci ha permesso di aprire la nuova compagnia dei carabinieri. Inoltre da gennaio 2017 Follonica ha concluso un accordo importante con l'agenzia del demanio, uno degli accordi più grandi fatti in Italia. Qui si è iniziato il percorso di acquisizione dell'Ilva attraverso una particolare linea normativa: Il federalismo demaniale per i beni culturali per cui il comune entra in proprietà gratuita del complesso. Il processo si è riattivato concretamente a novembre 2019 e ha avuto una accelerazione dall'accordo. Ci sono già immobili in proprietà del Comune. Abbiamo iniziato a riempire di contenuti i muri, c'era da far decollare le strutture. Il culturale sta funzionando con successo, adesso lì ci va riportata la vita con il recupero delle abitazioni».
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