Il Tirreno

Grosseto

la trattativa finita nel sangue 

Sparatoria, l’arrestato non risponde al giudice

p.s.

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Si è avvalso della facoltà di non rispondere Alioune Fall, il cittadino senegalese di 36 anni arrestato a Lisbona perché ricercato per la sparatoria di Natale, la trattativa per una partita di cocaina terminata nel sangue.

«Al mio assistito – dice l’avvocato Franco Mugnai, che assiste di fiducia Fall – non viene contestato il reato associativo, soltanto l’ipotesi di una cessione di droga». Un’ipotesi che la difesa punta a smontare, anche perché Fall si sarebbe tirato indietro secondo i primi riscontri. I pm Giampaolo Melchionna e Giovanni De Marco, presenti in aula, hanno contestato a Fall di aver guidato verso il Nord Italia, dopo la sparatoria, la 500 nella quale avevano trovato posto altri due stranieri coinvolti, Khadim “Bamba” Diakhate e Diego Fernando Lopez Rosero.

La scelta di non parlare davanti al giudice Giovanni Muscogiuri è stata influenzata anche dai problemai di comprensione della lingua inglese e di espressione manifestati in aula da Fall, nonostante la presenza di un’interprete, anche nella fase di dichiarazione delle generalità. Mugnai non esclude, una volta che il quadro accusatorio sarà conosciuto nei dettagli, di poter chiedere di far sentire il suo assistito dalla magistratura. — p.s.

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