Il Tirreno

Grosseto

scuola verso la riapertura

«Quel 4 marzo ci siamo appena salutati. Sarà strano tornare in aula ma che felicità»

Francesca Ferri
Da sinistra Caterina Miliotti, Sophia Daniela Muts e Francesco Dani
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Da sinistra Caterina Miliotti, Sophia Daniela Muts e Francesco Dani

Attese, paure, curiosità, nuove consapevolezze: i ragazzi e le ragazze delle superiori ricuciono i legami con i loro compagni Caterina, Sophia Daniela e Francesco raccontano emozioni (e complicazioni) dell’avvio di questo anno 

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GROSSETO. Felici ma spaventati. Curiosi ma incerti. Pronti. Ma anche pronti ad affrontare l’imprevisto. I ragazzi e le ragazze delle superiori rivedono oggi per la prima volta, dal vivo, i loro compagni di classe e i loro professori, dopo la brusca interruzione del 4 marzo. Alle aspettative e alle inquietudini da studenti, si somma quest’anno il fardello di incognite dovute alla situazione sanitaria provocata dalla pandemia.

«Sarà strano tornare – dice Caterina Milozzi, 16 anni, terza liceo linguistico al Rosmini di Grosseto –. Sono molto preoccupata, perché non sarà la scuola di prima. Ma sono anche contenta: ho voglia di rivedere i miei compagni e i professori dal vivo. La didattica a distanza è andata bene, ma non è lo stesso. Vedersi nello schermo… Era tutto molto tecnologico, asettico, a distanza». Essere una classe è un’altra cosa. «Con i professori e i compagni ci sono anche momenti in cui si scherza, è un rapporto diverso. E io ci tengo molto», dice.

Per chi si appresta a iniziare l’ultimo anno c’è qualche preoccupazione in più legata all’impatto che un’eventuale nuova interruzione delle lezioni in presenza potrebbe avere sulla didattica. «L’ultimo anno di liceo per me è l’obiettivo finale che ho fin dal primo anno – dice Sophia Daniela Muts, 17 anni, che frequenta il liceo scientifico Fermi a Castel del Piano –. L’ho sempre aspettato, anche per la parte emotiva che comporta il “dopo”, uscire da casa, andare all’università e poi cosa fare dopo l’università. Ritrovarmi in questa situazione, che da un momento all’altro potrebbero richiudere la scuola e rimetterci in didattica a distanza… Be’, diciamo che non mi aspettavo che sarebbe stata così».

Componente del Parlamento degli studenti, come i suoi coetanei questo sarà per lei l’ultimo primo giorno di scuola, prima di spiccare il volo verso l’università e l’inizio della vita da adulta. Un passaggio importante e delicato. Il Covid, quest’anno, ci ha messo anche qualche timore in più.

«Sì, questa incertezza dovuta alla situazione generale mi spaventa un po’, anche dal punto di vista della preparazione – confessa – Con questa situazione non abbiamo neanche finito i programmi di quarta. Un po’ di preoccupazione per gli esami c’è».

Oggi sono sei mesi che Sophia Daniela, come tutti gli studenti, non mette piede a scuola. Le lezioni in presenza si sono interrotte bruscamente i primi di marzo.

«Ricordo che era un mercoledì, avevo il rientro pomeridiano a scuola – racconta –. Subito dopo pranzo cominciò a circolare la voce che forse avrebbero chiuso le scuole. Tutte le tre ore del rientro sono passate a parlare di questo, se avrebbero chiuso o no. Speravamo di no, tutti volevamo continuare a venire a scuola. Poi arrivò la notizia. Ci siamo salutati convinti di rivederci dopo dieci giorni. E invece… Ma per lo meno è stato importante salutarci. Di questo sono contenta”.

La didattica, a quel punto, è stata a distanza, dal pc. «Alla fine ci siamo trovati bene – dice Sophia Daniela – ci siamo aiutati molto».

Stamani, dunque, suona la prima campanella, ma non tutti la sentiranno. O, meglio, per alcuni sarà una campanella virtuale, così come la lezione, che sarà da remoto.

Non è un ritorno del lockdown ma il primo turno, a casa, per quelle metà classi dell’istituto superiore Fossombroni di via Sicilia a Grosseto secondo la nuova organizzazione anti-Covid della scuola per garantire l’adeguata distanza interpersonale tra gli studenti.

Così sarà per Francesco Dani, 15 anni, studente al Commerciale, indirizzo Amministrazione, finanza e marketing, che oggi inizia il secondo anno. «Quest’anno – dice – siamo in ventisei. Per via del distanziamento, ci hanno traslocati in via Monte Rosa e ci hanno divisi in due gruppi da tredici l’uno. Un gruppo fa lezione in aula e l’altro da casa in videodidattica, per una settimana. La settimana dopo ci scambiamo. Ma le prime due settimane saremo tutti a casa perché, credo, devono finire dei lavori sulle aule».

Un po’ di pazienza, e questo strano, complicato anno scolastico 2020-2021 appena iniziato comincerà a ingranare.

O almeno questa è la speranza di tutti. —


 

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di Redazione web