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No ai gessi rossi a Pietratonda Parte la raccolta delle firme
PAGANICO
I cittadini di Paganico e di Campagnatico si organizzano per fermare il progetto di stoccaggio dei gessi rossi nelle ex cave di Pietratonda.
Da oggi parte una raccolta di firme per sostenere una petizione da inviare ai sindaci Alessandra Biondi e Luca Grisanti, alla giunta regionale e ai dirigenti degli uffici convocati per la conferenza dei servizi, il 1° ottobre. Per tutta la giornata di oggi, in piazza della Vittoria a Paganico, è presente il gazebo allestito dalla Proloco, all’interno del quale vene distribuito anche materiale informativo. Occorre un documento di riconoscimento valido, necessario per l’autenticazione. La petizione chiede «di attivare l’Autorità regionale per la garanzia e la promozione della partecipazione, al fine di realizzare un dibattito pubblico in merito alla realizzazione in località Pietratonda di una discarica di rifiuti speciali», come del resto era avvenuto con il Comune di Roccastrada per un analogo progetto, area Tecnobay, poi abbandonato. È la normativa regionale, la legge 46/2013, che prevede queste forme di partecipazione all’elaborazione delle politiche regionali e locali.
Il tempo stringe, mancano poco più di due settimane per portare le istanze – e le preoccupazioni dei cittadini – all’attenzione degli amministratori, dei tecnici e dei funzionari coinvolti nel percorso autorizzativo del progetto. La conferenza, infatti, dovrebbe essere quella decisoria, dopo la fumata nera della prima (21 gennaio) e della seconda (22 giugno) per Accornero srl, proprietaria delle cave di Pietratonda, e Venator, il ramo d’azienda della multinazionale Huntsman che a Scarlino produce il biossido di titanio, dalla cui lavorazione derivano i gessi rossi. «La popolazione ha avuto le prime informazioni dalla stampa locale solo in tempi recenti e non ha avuto la possibilità concreta di esercitare il diritto richiamato sopra dalla norma regionale», recita la petizione, per la cui firma verranno organizzate iniziative anche a Campagnatico. Insomma è il momento di avviare una procedura di partecipazione ancora più incisiva, oltre all’assemblea pubblica che la stessa Proloco e un gruppo spontaneo di cittadini aveva organizzato a Paganico, presenti oltre cento persone. —
lina senserini
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