Il Tirreno

Grosseto

«Cari genitori, ho deciso Io la mascherina la tengo perché non voglio portare il virus a casa»

Francesca Ferri
«Cari genitori, ho deciso Io la mascherina la tengo perché non voglio portare il virus a casa»

Una bambina di 9 anni adotta un personale protocollo per proteggere la famiglia. Il racconto del babbo, presidente di Aipamm Grosseto 

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la storia

«Babbo, ho deciso: io voglio tenere la mascherina per tutto il tempo che sto a scuola. Ma non quella chirurgica: voglio la FFP2. Ho paura di portare il virus a casa».

Non una richiesta, ma una decisione già presa. Non ha avuto bisogno delle dichiarazioni sulla stampa della ministra dell’istruzione Azzolina, che ieri ha chiarito che, se è vero che la mascherina non è obbligatoria in aula, comunque «gli studenti possono tenerla, se vogliono».

Lei, una bambina di 9 anni, vuole. Vuole, per non diventare veicolo inconsapevole attraverso il quale il virus potrebbe insinuarsi in casa.

Il Covid-19 riesce a mostrare il suo volto più perfido non solo nelle corsie di ospedale, tra pazienti e medici, ma anche tra i banchi di una scuola elementare, nei pensieri dei bambini che da oggi torneranno in aula. E che a volte dimostrano una maturità e un senso di responsabilità che neanche tanti adulti hanno.

Lo racconta Federico Loffredo, volontario 118 Anpas e presidente di Aipamm Grosseto, l’Associazione italiana pazienti con malattie mieloproliferative, una gamma di patologie che colpiscono il midollo osseo provocando alterazioni dei componenti del sangue. Malattie serie, insomma, in presenza delle quali il Covid-19 può rivelarsi pericolosissimo.

Loffredo stesso ci convive. E per lui, come per moltissimi altri genitori “fragili” o che soffrono di patologie croniche, il rientro dei figli in classe rappresenta una preoccupazione in più. Condivisa coi bambini.

«Io e mia moglie siamo molto contenti che nostra figlia torni a scuola e riveda gli amici. Sentiva molto la mancanza delle compagne – dice Loffredo –. Anche lei è contenta ma ha paura di portare a casa il virus. E anche io e mia moglie condividiamo questa preoccupazione. Purtroppo vediamo in giro livelli di incoscienza stratosferici da parte delle persone. Quanto alla scuola frequentata da nostra figlia, il regolamento d’istituto con le misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 nelle scuole è stato deliberato solo venerdì dal consiglio di istituto e lo abbiamo ricevuto venerdì sera. Lo stiamo valutando».

Intanto la bambina, che quest’anno frequenterà la quarta elementare, il suo personale protocollo anti-Covid lo ha già deciso, all’insegna della massima prudenza: nonostante le cinque ore di lezione giornaliere, ha scelto per la mascherina più efficace, ma anche più scomoda, la FFP2, a fronte di direttive nazionali che non obbligano a portarla, una volta che gli alunni sono seduti al banco.

E che le sue intenzioni siano serissime lo dimostra il fatto che lo stesso tipo di mascherina la bambina lo sta già indossando nelle sue attività sportive. «Quando ci ha detto che voleva tenere la mascherina in aula siamo rimasti colpiti e ci ha fatto anche molta tenerezza – dice ancora Loffredo –. Pur senza sottovalutare i rischi, stiamo cercando di mitigare un po’ questa decisione drastica, per farle capire che è molto importante anche respirare liberamente, togliendo la mascherina o allargandola di tanto in tanto. Perché non solo le precauzioni sanitarie, ma tutti i comportamenti sono importanti». Comportamenti sociali improntati alla massima prudenza, che solo la consapevolezza dei rischi, per sé e per le persone più fragili, e il senso civico di appartenenza a una comunità possono mettere in atto. Comportamenti di cui una bambina di 9 anni, da sola, in autonomia, comprende l’importanza. «Si spera che i genitori facciano un adeguato “lavaggio del cervello” ai bambini – conclude Loffredo – anche se a volte sono proprio i bambini più saggi e più coscienziosi degli adulti». —





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