Il Tirreno

Grosseto

castel del piano 

Luci votive, il Comune si rivolge agli avvocati

Fiora Bonelli
Luci votive, il Comune si rivolge agli avvocati

Contratto scaduto da anni ma i cittadini hanno continuato  a pagare. Il sindaco: chi amministrava non ha controllato

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Fiora Bonelli / castel del piano

La vicenda della gestione delle lampade votive del cimitero di Castel del Piano, il cui contratto è scaduto da otto anni, e l’azione che il Comune ha intrapreso per riacquisire l’impianto – in modo da gestirlo direttamente o da riaffidarlo – e contemporaneamente chiarire la partita dei 40mila euro pagati in questi anni dai cittadini, finisce in consiglio comunale.

Il sindaco Michele Bartalini ha chiarito alla popolazione l’intera questione, dopo che il pagamento del servizio era stato stoppato dalla stessa amministrazione e dopo che l’intera vicenda è finita in Procura.

«La nostra amministrazione è del tutto estranea alla situazione che si è creata e sulla quale sta indagando la Procura della Repubblica. Per questo motivo negli scorsi mesi è stato mantenuto il massimo riserbo – dice Bartalini – Durante la risposta (in consiglio) ho spiegato che per quanto riguarda il pagamento dei bollettini è utile e necessario sapere che la ditta, che ha gestito fino al 31 dicembre 2012 regolarmente il servizio, ha poi chiesto alla cittadinanza una cifra di circa 40mila euro, che dovrà essere in qualche modo restituita. Questo perché a quella data la concessione è scaduta e non è mai stata rinnovata, mentre la ditta ha continuato a riscuotere le somme aumentando in modo unilaterale la somma richiesta».

Una situazione che il sindaco ha definito «incresciosa», per il «mancato controllo» da parte della precedente amministrazione: «Ho sottolineato che la data di scadenza era il 31 dicembre 2012 per mettere in risalto – dice Bartalini – come la precedente amministrazione non si sia accorta della scadenza della concessione». Sulla vicenda indagano i magistrati. «Nelle more delle azioni che intraprenderà la Procura – dice il sindaco – occorre avvisare i cittadini, che a tutti gli effetti sono, a loro insaputa, creditori, e quindi occorre bloccare il pagamento per l’anno in corso».

La convenzione all’articolo 7 prevedeva la possibilità per il Comune di esercitare un diritto di prelazione sull’impianto, per il quale sarebbe stato necessario concordare il prezzo di cessione all’ente «e anche questo, ovviamente, non è stato fatto», sottolinea il sindaco. Per tutelare il Comune l’amministrazione si è rivolta a un avvocato in modo da chiedere la prelazione «che – è convinto il sindaco – porterà a una soluzione».

Ma non di sola vicenda giudiziaria si tratta. Il sindaco Bartalini ne fa anche questione politica: «Una domanda me la pongo io: cosa ha fatto dal 2012 al 2019 il mio predecessore?». —



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