Il Tirreno

Grosseto

l’atto vandalico 

Deturpata la lapide in memoria di Dani, il capo dei contadini fucilato dai fascisti

Giulia Sili
Deturpata la lapide in memoria di Dani, il capo dei contadini fucilato dai fascisti

Prima hanno disegnato dei falli, poi l’hanno coperta.  La condanna dell’Anpi: domani la commemorazione

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SCARLINO. Incartata con plastica e nastro e deturpata con le bombolette spray: dopo il cartello di stampo fascista apparso martedì mattina a Follonica sul monumento ai Caduti, ieri mattina è stata la volta di Scarlino dove è stata deturpata la lapide dedicata a Gabriello Dani, capolega dei contadini ucciso dai fascisti l’11 settembre 1921.

Per Scarlino Dani rappresenta la prima vittima della violenza fascista. Una morte terribile quella del Dani, inflitta mentre l’uomo stava difendendo la propria famiglia da un’aggressione.

L’atto vandalico è forse stato messo a segno lunedì notte, quando è stato colpito anche il monumento ai Caduti di Follonica. L’8 settembre di 77 anni fa è infatti una data particolare, che segna un prima e un dopo nella storia d’Italia: allo Stato fascista rispondeva l’avvio della Resistenza. «Oggi – denuncia l’Anpi di Gavorrano e Scarlino – dopo tanti anni di profondo rispetto da parte dell’intera comunità, la lapide è stata brutalmente deturpata da una mano ignota che l’ha colpita con disegni osceni. Un gesto di inaudita violenza molto simile a quella stessa che allora colpì Gabriello e oggi colpisce la sua memoria e il ricordo di tanti innocenti che come lui caddero sotto le aggressioni fasciste».

La morte dello scarlinese Dani risale al 1921: l’11 settembre un gruppo di 20 fascisti si fermò al Palazzone davanti alla sua casa accusandolo di essere un “ardito del popolo”, e quindi legato all’organizzazione antifascista nata proprio nell’estate del ’21. «Il gruppo di fascisti a bordo di un camion raggiunge il podere – racconta l’Anpi di Gavorrano e Scarlino – Gabriello non si lascia intimidire, difende strenuamente la sua famiglia e la sua casa dagli aggressori ma, ad un certo punto, la situazione precipita poiché i fascisti, decisi a tutto, lanciano alcune bombe a mano sul tetto della casa in modo da costringerlo ad uscire. L’uomo riesce a far scappare la moglie e i bambini terrorizzati che si nascondono nella campagna circostante salvandoli così dalla violenza. Per lui – prosegue l’Anpi nella ricostruzione – però, non c’è scampo, picchiato selvaggiamente morirà poche ore dopo tra le braccia della moglie». Un atto non isolato: lo scorso anni con modalità simili in occasione del 25 aprile fu imbrattata la lapide posta nell’androne del Comune di Scarlino dedicata al partigiano Flavio Agresti. Pochi mesi fa è poi stata bruciata la corona sotto la lapide dei partigiani caduti a Porta Vecchia a Grosseto. La sezione Anpi Gavorrano Scarlino, profondamente amareggiata, condanna con forza l’oltraggio compiuto ai danni della lapide in ricordo di Gabriello Dani. Per rendere omaggio al conterraneo nel 99esimo anniversario della sua uccisione, la sezione Anpi Gavorrano Scarlino ha quindi voluto organizzare una commemorazione che si terrà al cimitero di Scarlino domani alle 10, proprio sulla tomba recentemente restaurata da degli scarlinesi volenterosi. —
 

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