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Il modulo del dissalatore disseta l’isola che ha registrato un boom di turisti

Enrico Pizzi
Il modulo del dissalatore disseta l’isola che ha registrato un boom di turisti

AdF ha investito 700mila euro in un impianto che utilizza una tecnologia più performante e garantisce più acqua

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isola del giglio

Autonomia idrica. È l’obiettivo che dovrebbe raggiungere ogni isola dell’Arcipelago toscano, ma intanto lo ha raggiunto l’isola del Giglio, grazie a un nuovo modulo a osmosi inversa, realizzato nell’impianto di dissalazione di Giglio Porto, che è stato inaugurato ieri mattina.

Si tratta di un impianto che utilizza una tecnologia più performante ed è stato realizzato da Acquedotto del Fiora, il gestore del servizio idrico integrato per le province di Grosseto e Siena. È un investimento complessivo di circa 700mila euro grazie al quale l’Isola del Giglio ottiene un aumento della disponibilità di acqua potabile per residenti e turisti, in grado di assicurare l’autonomia idrica dell’isola. «Il nuovo modulo del dissalatore – ha sottolineato il sindaco di Isola del Giglio Sergio Ortelli – darà un’ulteriore risposta alla richiesta di acqua potabile del Giglio, soprattutto nei periodi di maggior afflusso turistico, quando la popolazione cresce in maniera esponenziale. Abbiamo firmato – ha ricordato Ortelli – anche il protocollo d’intesa per il rifacimento e la messa in sicurezza dell’acquedotto di Giannutri, con il recupero delle cisterne romane. In questo modo contiamo di dare una risposta pressoché definitiva al problema dell’approvvigionamento idrico di ambedue le isole».

Il nuovo impianto installato al Giglio – spiega l’ad di Adf, Piero Ferrari – si ripaga nel tempo ed è un modello esportabile ovunque si voglia risolvere il problema dell’approvvigionamento idrico per sopperire alla carenza di acqua. Su questo sono unanimi le voci di Adf e dell’Ait, l’Autorità idrica toscana. In rappresentanza di quest’ultima, Alessandro Agostinelli si è fatto portavoce dell’auspicio che un analogo impianto venga installato anche all’Isola d’Elba, dove si sono manifestate alcune resistenze».

«Ormai un paese mediterraneo – si legge in una nota di Alessandro Mazzei, direttore generale dell’Ait – deve progettare e costruire questo tipo di sistemi di desalinizzazione, per avere risorsa idrica sufficiente al funzionamento delle comunità e dell’economia balneare, a maggior ragione quando ormai le nuove tecnologie ci permettono di attivare sistemi sempre più ecocompatibili».

«AdF – ha detto il presidente Roberto Renai – è tra gli attori del processo di modernizzazione che interessa isole e coste, premiate con un bimestre luglio-agosto straordinario dal punto di vista delle presenze, come testimoniano i dati sulla risorsa erogata». Solo ad agosto, infatti, sono stati immessi in rete, da AdF, 2. 173 litri al secondo, contro 2. 165 del 2019 e, solo al Giglio, l’impianto di dissalazione ha immesso in rete 13 litri al secondo contro gli 11, 5 dell’agosto dello scorso anno.

L’inaugurazione del modulo del dissalatore ha dato l’opportunità, all’ad Piero Ferrari, di fare il punto anche sugli investimenti che, nei primi otto mesi 2020 si attestano attorno a 20 milioni di euro, in linea con la pianificazione che punta a raggiungere l’obiettivo di 34 milioni di investimenti entro fine anno. –

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