Italia
Servizi sanitari «O si assicurano o i comuni montani si spopoleranno»
L’Asl dice no alla sostituzione di un medico Ceroni si appella ai politici a ridosso del voto
l’intervento
claudio ceroni*
La risposta negativa della direttrice sanitaria Simona Dei dell’Asl sud est alla sindaca di Cinigiano Romina Sani, che chiedeva una sostituzione temporanea di un medico di base, è purtroppo la conferma che le politiche a favore dei piccoli comuni collinari e montani sono, sovente, solo promesse che non trovano conferma nella realtà dei fatti.
È inaccettabile che dopo aver preso atto di una situazione di disagio la dirigente rinunci a prendere i provvedimenti necessari, respingendo la richiesta di temporanea sostituzione di un medico, in sostituzione di quello che ha lasciato la condotta di Cinigiano, richiamandosi a situazioni di “oggettiva difficoltà”. Se la Politica, quella con la P maiuscola, non interverrà in modo tempestivo e perentorio, la gestione della medicina di base nel comune di Cinigiano rimarrà affidata a due “soli “medici che dovranno farsi carico di un territorio vastissimo (162 kmq) dove sono residenti 2. 500 persone, ripartite in 7 frazioni e case sparse.
È un compito difficile e complesso per due sole unità mediche, dove il servizio ambulatoriale in ciascuna frazione può essere assicurato solo due volte alla settimana e con il paradosso che a Cinigiano-capoluogo si possa verificare una solo apertura settimanale dell’ambulatorio.
Se veramente si vuole continuare a convincere le persone a rimanere in questi territori, se si vogliono contrastare i fenomeni dello spopolamento e dell’invecchiamento sono necessari interventi che migliorano i servizi anziché ridurli come in questo caso. E allora il mio diventa un invito alla politica che si appresta rinnovare il consiglio regionale alla quale spettano le decisioni in materia sanitaria, affinché riveda il sistema organizzativo dei medici di base che operano nelle aree montane e collinari dei piccoli comuni.
Se veramente si vuole rispondere ai bisogni di questi territori, dove anche a causa delle caratteristiche delle persone residenti è richiesto ai medici di base un impegno maggiore, la loro presenza deve essere parametrata oltre che al numero degli assistiti anche alle proporzioni del territorio, alle distanze che percorrono, al numero degli ambulatori che devono tenere aperti, riconoscendogli il giusto compenso pari a quello dei medici che operano nelle aree urbane delle città.
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