Il Tirreno

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Turismo, per adesso la stagione è salva ma resta l’incognita di settembre

Giulia Sili
Turismo, per adesso la stagione è salva ma resta l’incognita di settembre

Ristoratori, albergatori e commercianti tirano il fiato ma già da ieri si nota un drastico calo delle presenze  

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Le premesse non lasciavano intendere nulla di buono e invece, nonostante le tante difficoltà, luglio e agosto si sono rivelati due mesi piuttosto buoni per il turismo nella città del Golfo con alberghi quasi sempre prenotati e ristoranti pieni. Anche il commercio è andato piuttosto bene ma adesso, per tutti, la preoccupazione è per il mese appena cominciato: giù si avverte un drastico calo delle presenze.

Il Tirreno si è rivolto ai rappresentati delle varie realtà cittadine per tirare le prime somme sulla stagione estiva che deve ancora concludersi. A rendere una fotografia del periodo appena trascorso sono Agostino Ottaviani e Massimiliano Rossi del Centro Commerciale Naturale, Giovanni Peggi dell’associazione Ristoranti e Maria Chiara Pierini dell’associazione Booking.

«Da come si prospettava la situazione a maggio dobbiamo essere contenti – dice Ottaviani – Abbiamo avuto gente in città anche grazie alle seconde case e ci sono stati molti affitti. Il commercio, di riflesso, è andato bene e qualche settore forse è addirittura migliorato rispetto allo scorso anno». Ottaviani spiega che è stato forse il settore dell’abbigliamento il più penalizzato: «I negozianti hanno perso il momento del cambio di stagione, marzo e aprile per il settore dell’abbigliamento sono due mesi molto importanti e che sono mancati. Per i mercati, invece, è stata una stagione abbastanza positiva anche se è mancato il turismo straniero. Voglio guardare al bicchiere mezzo pieno con la speranza che settembre sia un buon mese».

Massimiliano Rossi, vice presidente del Ccn, parla degli eventi follonichesi: «Questi mesi sono andati bene – dice – anche se la qualità del turismo non è stata alta: ci sono stati episodi sgradevoli noti a tutti, ma vorrei anche puntare l’attenzione sul fatto che intorno a noi i Comuni hanno avuto molta più libertà di organizzare eventi rispetto a noi. Lo Sbaracco, ad esempio, è un evento che avremmo organizzato ma che non ci è stato concesso».

Luglio e agosto per la ristorazione sono stati due mesi buoni e, nonostante le tante restrizioni, l’estate ha portato i suoi frutti: «In linea generale – dice Giovanni Peggi – a parte i ristoranti che hanno subito delle chiusure per varie motivazioni, si può dire che siano stati dei mesi positivi. A maggio mai avremmo pensato di andare così e per il momento possiamo dire che ci siamo salvati. Dall’alto lato della medaglia però – continua Peggi – stiamo già vedendo un calo drastico delle presenze con l’arrivo di settembre. La stagione deve ancora finire e settembre e ottobre sono due mesi importanti, se non si lavorasse bene anche in questo periodo sarebbe un problema perché l’inverno è sempre lungo. In generale è un’estate particolare e il lavoro è stato difficile però non è mancato», conclude Peggi.

Maria Chiara Pierini dell’associazione Booking illustra i primi dati della stagione: «A giungo abbiamo lavorato il 50% rispetto a come eravamo andati nel 2019, luglio invece è stato in linea mentre agosto, nonostante tutto, è andato bene». Anche Pierini guarda con timore al futuro: «A settembre abbiamo una previsione non rosea – conclude – perché mancano del tutto gli stranieri con i quali abbiamo sempre lavorato molto». –



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