Attenzione
Vanno a fuoco un capanno e 300 metri di pineta
Fiamme originate dallo scoppio di bombole. È allarme dolo per due principi di incendio giovedì all’emissario S. Leopoldo.
GROSSETO. Sono le 13,45 di sabato 29 agosto quando suona il campanello d’allarme. Mezzi e uomini de La Racchetta di Grosseto e della Vab di Castiglione della Pescaia e i vigili del fuoco si precipitano a Marina. Brucia la pineta e le fiamme spiccano: sono piuttosto alte. Si teme il peggio. Perché soffia il vento dalla mattina e non solo: il grande incendio che sta divorando quindici ettari di bosco tra Suvereto e Campiglia Marittima ha concentrato lì molte delle risorse dell’antincendio toscano e se sul cuscino mediterraneo che corre lungo il litorale marinese accadesse qualcosa di impegnativo da gestire potrebbe trasformarsi in un inferno. Andrà tutto bene: il rogo verrà circoscritto e spento nel giro di breve. Resta un tarlo che toglie il sonno agli angeli del fuoco: che significano quei due principi di incendio di appena due giorni prima? L’asticella dell’attenzione anti-piromani si alza.
Il 29 agosto all’ora di pranzo, l’Sos parte dal camping Il Sole da cui si intravedono le fiamme a circa 200 metri di distanza direzione Marina. È un capanno, forse abusivo, che sta andando a fuoco. «Le fiamme erano alte, spinte dallo scoppio di due bombole – dettaglia, Simone Cantagalli, responsabile regionale della comunicazione de La Racchetta – È andato tutto distrutto: impossibile dire se poco prima dello scoppio fosse abitato». Forse c’era qualcuno ed è scappato via prima della deflagrazione. Chi è intervenuto è riuscito a spegnere il fuoco e il prezzo pagato dalla secolare pineta si è fermato a una strisciata di 300 metri di vegetazione andata in cenere. Non è la prima volta che un capanno immerso nella macchia brucia. «Anche oggi (ieri per chi legge) si è scampato un grande pericolo che avrebbe potuto provocare effetti assai più gravi – nota Gianmarco Bragagni, direttore del camping Il Sole – Non è più tollerabile che ci siano interi lotti di pineta abbandonati, dove i proprietari non si recano da decenni. È intollerabile che non esista una norma che li costringa a tenere i lotti puliti a tutela della pubblica incolumità».
Bragagni accende i riflettori su un problema annoso. Ma c’è anche qualcosa d’altro, di contingente, di cui preoccuparsi. «C’è allarme – nota Cantagalli – per due episodi che si sono verificati all’alba di giovedì 27 agosto. Alle 6, 30 è giunta la segnalazione per due piccoli principi di incendio all’emissario San Leopoldo all’origine dei quali potrebbe esserci anche dolo». Fuocherelli subito circoscritti e spenti che però nel caso in cui non vengono intercettati e raggiungono le chiome possono provocare la devastazione. Messi insieme a quanto accaduto ieri ma anche a quanto successe a inizio agosto nel tratto di pineta in linea d’aria con il parcheggio della Canova – in due distinti punti fiamme divamparono in contemporanea in pineta, alle 22, 30 – inducono a mantenere l’attenzione alta.
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