Il Tirreno

Grosseto

Trent’anni, disabile, cerca lavoro «Ma nessuno mi richiama mai»

Francesca Ferri
Trent’anni, disabile, cerca lavoro «Ma nessuno mi richiama mai»

Riccardo Merelli lancia un appello: «Ho pensione e accompagnamento, ma voglio fare da me» 

4 MINUTI DI LETTURA





Francesca Ferri / / GROSSETO

Giovani italiani, marmaglia di bamboccioni? Giudicate voi. Riccardo Merelli ha 30 anni, origini pugliesi e dal 2011 vive a Grosseto. Diplomato in ragioneria, ai tempi della scuola si aggiudicò uno stage in un hotel come premio per il buon rendimento scolastico. Gli piace il contatto con il pubblico e ha voglia di lavorare, ma da cinque anni non riesce a trovare alcun tipo di impiego.

Ah, piccolo – ma, ahinoi, forse significativo – dettaglio: Riccardo è disabile, costretto su una sedia a rotelle e ha bisogno di un aiuto per espletare le normali attività. E il sospetto che questo possa frenare eventuali datori di lavoro fa davvero male.

«Da cinque anni sono completamente disoccupato – racconta Riccardo –. Ho l’idoneità al lavoro, sono iscritto al centro per l’impiego dal marzo del 2016, nella lista del collocamento mirato, quindi in teoria dovrei anche avere una sorta di priorità, ma non sono più seguito dal tutor del centro per l’impiego».

Riccardo percepisce la pensione e l’indennità di accompagnamento che sono circa 817-820 euro al mese. Più ha 500 euro del contributo “Vita indipendente” del Coeso-Società della salute.

In tutto, insomma, al mese entrano nel suo conto corrente poco più di 1.300 euro. Che sarebbero un modesto, ma ancora decente introito, se non fosse che almeno 800 se ne vanno per pagare la persona che lo assiste. «Il compenso sarebbe un po’ più alto ma, sapendo delle mie difficoltà, il mio assistente mi fa un po’ di sconto», dice.

Con i restanti 500 euro il trentenne deve pagarsi tutto il resto.

«E qui – racconta ancora Riccardo – si apre un altro capitolo. Al momento vivo in coabitazione con il mio assistente e il suo compagno, al terzo piano senza ascensore. Saliamo con lo “scoiattolo”, un montascale che ci ha dato l’Asl. Ci dividiamo le spese, ma io vorrei andare a vivere da solo. Mi era stato consigliato di fare domanda per una casa popolare, ma se dovessi riuscire a ottenerla, dovrei assumere un’altra persona, perché ho bisogno di un’assistenza quasi ventiquattr’ore su ventiquattro e il mio attuale assistente non potrebbe seguirmi. Quindi avrei bisogno di altri soldi».

Soldi che vorrebbe guadagnarsi con il proprio lavoro. «Voglio lavorare per fare da me», dice risoluto.

Riccardo ha provato, e prova tuttora, a mandare il curriculum a destra e a manca, anche di propria iniziativa, senza cioè affidarsi al centro per l’impiego. «Ma non sono mai stato chiamato», dice.

Va da sé che alcuni lavori non li può svolgere. Ma può benissimo occuparsi di lavori d’ufficio, ad esempio. «Il problema – spiega – è che per i lavori d’ufficio vogliono una figura femminile. Ma il problema più frequente è che chiedono disponibilità full time che per me è un problema. Ad esempio, a settembre ricomincio la fisioterapia e perciò non posso lavorare full time ».

La primissima esperienza lavorativa è stata durante la scuola. «Feci uno stage aziendale in un hotel – racconta Riccardo – come premio per la buona media scolastica che avevo. Mi occupavo del backoffice. Poi ho ottenuto un inserimento socioterapeutico nel 2013; mi occupavo di attività di segreteria in una scuola. Tra fine 2015 e inizio 2016 ho fatto tirocinio all’Asl in via Don Minzoni. Poi più niente».

Riccardo sogna un lavoro al pubblico, «se possibile a contatto diretto con il pubblico – dice – ma andrebbe bene anche un call center, purché part time e che rientri nelle regole della legge 68 del 1999, una legge, tra l’altro, che non conosco bene non avendo mai lavorato», sorride ironico.

Dopo tanta attesa, Riccardo reclama il suo diritto al lavoro. «Ho avuto 5 anni di pazienza e oggi lo stato d’animo comincia ad essere un po’ negativo. Non che mi aspettassi di essere servito in un piatto d’argento, per carità, ma un minimo…».

Qualche giorno fa ha provato a contattare il sindaco di Grosseto per avere un incontro, prima via Facebook poi attraverso la segreteria. «La segretaria mi ha detto che avere un appuntamento sarebbe stato “complicato” ma mi ha detto di portare comunque il curriculum», dice. Mercoledì pomeriggio Riccardo si è presentato «ma la segretaria non c’era – dice –. Non mi sposto con facilità; spero che almeno per consegnare il curriculum non debba ricevere “buca”», sorride. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web